La PMA è compatibile con l’adozione omogenitoriale in Francia

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La PMA è compatibile con l’adozione omogenitoriale in Francia

(Blogmensgo, blog gay del 26 settembre 2014) La Corte di cassazione francese ha emesso, il 22 settembre 2014, due comunicati che affermano che una procreazione medicalmente assistita (PMA) avvenuta all'estero «non è di ostacolo ad un pronunciamento di adozione, da parte della moglie della madre, del bambino nato da tale procreazione». In Francia, solamente le coppie eterosessuali possono ricorrere alla PMA.

Corte di cassazione: comunicato n° 15010 | n° 15011

La Corte di cassazione era stata consultata per un parere dalle alte corti di Avignone (comunicato n° 15010) e di Poitiers (comunicato n° 15011). I due tribunali8 si interrogavano su una possibile «frode alla legge» francese sulle adozioni, poiché le coppie lesbiche non hanno diritto alla PMA nel Paese.

La più alta giurisdizione francese motiva il doppio comunicato, negli stessi termini, per il fatto che «le condizioni legali dell'adozione sono soddisfatte e [che l'adozione] è conforme agli interessi del bambino».

L’Adoption per Honoré Daumier (litografia, 1841). ©Ailsa Mellon Bruce Fund / National Gallery of Art.

L’Adoption per Honoré Daumier (litografia, 1841). ©Ailsa Mellon Bruce Fund / National Gallery of Art.

A metà luglio 2014 (cfr. il nostro articolo del 13 settembre), erano state recensite 295 domande di adozione consecutive ad una PMA. Tutte erano state approvate, ad eccezione dei due casi in cui il tribunale aveva rimandato la decisione alla Corte di cassazione, tre casi in cui sono state richieste ulteriori indagini e nove casi in cui la domanda di adozione è stata respinta.

Il comunicato della Corte di cassazione è suscettibile di orientare nettamente la giurisprudenza in senso favorevole all'adozione omogenitoriale anche in caso di PMA avvenuta all'estero. Tale decisione non modifica, in compenso, la regolamentazione francese che vieta la PMA alle coppie omosessuali e che mette al banco il ricorso alla maternità surrogata (GPA). Allo stesso modo i tribunali restano liberi di non seguire il parere formulato dalla corte di Cassazione.

Tale parere va, tuttavia, nella stessa direzione della Corte europea per i diritti dell'uomo (CEDH), che nello scorso giugno ha condannato la Francia a riconoscere la genitorialità consecutiva ad una GPA (cfr. il nostro articolo del 4 luglio 2014).

Le associazioni LGBT hanno salutato favorevolmente questo doppio comunicato della Corte di Cassazione. L'associazione delle famiglie omogenitoriali (ADFH) «si congratula per questi comunicati che che mirano all'interesse superiore del bambino di essere protetto e riconosciuto dai propri genitori, indipendentemente dalla modalità del concepimento». Considerando che «dei genitori non dovrebbero aver bisogno di adottare i propri bambini», l’Inter-LGBT «chiede a gran voce che il legislativo si esprima una volta per tutte, senza più nascondersi dietro al sistema giudiziario».

«E' un giorno di lutto per i diritti dei bambini», ha commentato Christine Boutin, donna politica vicina agli ultracattolici di destra.
«Rifiutare l'adozione è una sciocchezza nei confronti degli interessi del bambino», ha risposto l'avvocato Caroline Mecary.

Commento. I «campioni» di entrambi gli schieramenti hanno avuto reazione decisamente divergenti. Non ne dubitavamo, ma è venuto allo scoperto l'abisso che li separa.

In ogni caso, parlare di lutto evocando un'adozione che viene direttamente da una nascita, attesta l'assoluta incapacità di… amare.

Perché di questo si tratta. Che delle coppie lesbiche vogliano un figlio, che non esitino a recarsi all'estero per procreare, a combattere contro le paludi giudiziarie, a condividere le gioie della maternità; tutto questo ha un nome: amore. Christine Boutin detesta l'amore delle persone che non corrispondono all'idea – decisamente restrittiva – che ne ha lei.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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