L’Europa arretra (un po’) sulla GPA, la Francia avanza (un po’) sulla PMA

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L’Europa arretra (un po’) sulla GPA, la Francia avanza (un po’) sulla PMA

(Blogmensgo, blog gay del 13 settembre 2014) Una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDH) emessa l'11 settembre 2014 considera lecito che uno Stato non accordi automaticamente un'autorizzazione di soggiorno ad un bambino nato da maternità surrogata all'estero. E in Francia, la giustizia afferma che la procreazione medicalmente assistita non legittima forzatamente una domanda d'adozione del bambino da parte del coniuge.

CEDH: sentenza in francese (ufficiale) | in inglese

GPA: L’Europa legittima il contagocce giudiziario

Quando la giustizua si affinaca all'ingiustizia (e viceversa). ©PhotoXpress.com / MVit-Fotolia.

Quando la giustizua si affinaca all'ingiustizia (e viceversa). ©PhotoXpress.com / MVit-Fotolia.

La questione giudicata dalla CEDH riguardava il rifiuto da parte del Belgio di autorizzare una coppia belga - sposata ed eterosessuale - a far entrare sul proprio territorio il loro bambino nato in Ucraina da una maternità surrogata (GPA). Il Belgio esigeva in anticipo delle prove della parentela tra il bambino e la coppia; l'atto di nascita non menzionava la nascita per GPA.

L'Alta corte di Strasburgo, all'unanimità dei sette giudici, ha dichiarato legittime le esigenze giuridico-amministrative del Belgio, quindi non contrarie all'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo sui «trattamenti inumani o degradanti». L’istanza europea ha, inoltre, giudicato irricevibili le altre domande formulate dalla coppia belga in nome del rispetto della vita familiare (articolo 8), considerando che il bambino ha poi ricevuto un visto e che oggi vive in Belgio con i suoi genitori.

La decisione dell'11 settembre non contraddice quella del 26 giugno 2014 (cfr. il nostro articolo). In giugno, la CEDH aveva condannato la Francia poiché il suo rifiuto di riconoscere un legame di parentela era contrario all'interesse superiore del bambino.

La GPA è illegale in Francia e sottomessa a condizioni in Belgio.

Francia: PMA, prossimo episodio alla Corte di cassazione

In Francia, secondo le cifre del Ministero della Giustizia, il 95% delle domande di adozione da parte del coniuge a seguito di una procreazione medicalmente assistita (PMA) sono state accettate nel corso dell'anno successivo alla legalizzazione del matrimonio omosessuale (fonte, cifre aggiornate al 17 luglio 2014).

Su 295 domande di adozione, 281 pratiche hanno ricevuto il via. E sui 14 rifiuti di adozione, due pratiche sono in appello su richiesta della procura e tre pratiche sono oggetto di un'inchiesta di polizia o sociale.

La PMA in Francia è riservata alle sole coppie eterosessuali. Donne single o coppie lesbiche non possono quindi ottenerla che all'estero. Sentenze avverse sostengono sia in atto una «frode alla legge» sull'adozione, poiché la PMA è stata praticata in Belgio, in Spagna o in tutti i Paesi dove la PMA è aperta a tutte le donne senza discriminazione.

Le sentenze sono talvolta contraddittorie ed alcune non sembrano chiare. Molte giurisdizioni hanno anche presentato ricorso alla Corte di cassazione, che deciderà il 22 settembre 2014 se una PMA ottenuta all'estero può ragionevolmente impedire l'adozione del bambino da parte del coniuge del parente biologico.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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