La giustizia del Tennessee ribadisce il divieto del matrimonio gay

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La giustizia del Tennessee ribadisce il divieto del matrimonio gay

(Blogmensgo, blog gay del 27 agosto 2014) Il giudice Russell E. Simmons Jr ha confermato, con una decisione presa il 5 luglio 2014 a nome del tribunale di Kinston, che il Tennessee può giuridicamente vietare il matrimonio tra persone dello stesso sesso. O, più precisamente, a non riconoscere i matrimoni omosessuali contratti fuori dal proprio territorio.

La Costituzione del Tennessee (pdf, cfr. l'immagine qui sotto) stabilisce che il matrimonio è l'unione di un uomo ed una donna. Questo Stato non ha quindi convalidato i matrimoni omosessuali contratti nei territori dove sono legali, ha affermato il giudice Simmons nella sua decisione (testo non ufficiale in pdf).
Ciò facendo, il Tennessee non ha pronunciato un divorzio omosessuale, poiché non ne era legalizzato il matrimonio. La legge del Tennessee, ha ricordato il giudice Simmons, stipula espressamente che le persone che non hanno il diritto di sposarsi nello Stato non possono far riconoscere il proprio matrimonio anche se è stato pronunciato altrove.

La Costituzione del Tennessee è chiara (e omofoba). Clicca per ingrandire. ©DR.

La Costituzione del Tennessee è chiara (e omofoba). Clicca per ingrandire. ©DR.

Il caso in giudizio riguarda due persone residenti in Tennessee, Frederick Michael Borman e Larry Kevin Pyles-Borman, che si sono sposati nell'Iowa il 13 agosto 2010 (legalmente, poiché l’Iowa autorizza i matrimoni gay dei non residenti) e adesso vogliono divorziare. E poiché per divorziare bisogna innanzitutto essere sposati, i due uomini vogliono far riconoscere i proprio matrimoni dal Tennessee in modo che il loro Stato di residenza convalidi anche il loro divorzio.

Il giudice Simmons afferma che le regole del matrimonio in Tennessee non devono essere dettate né da un altro Stato né dal governo federale. La sua decisione si appoggia su una sentenza della Corte federale suprema del 1972. In compenso, non ha tenuto conto dell'affaire Windsor del 26 giugno 2013 della stessa Corte federale suprema in senso favorevole al matrimonio omosessuale. Più esattamente ha considerato che la sentenza del 26 giugno 2013 non significa esplicitamente che la definizione del matrimonio come l'unione di un uomo e di una donna sia incostituzionale.

La decisione del giudice Simmons (il cui testo non è ancora ufficialmente disponibile) non si è, quindi, veramente pronunciata sull'incostituzionalità del matrimonio gay e lesbico in Tennessee, ma sulla non-applicabilità in Tennessee di leggi votate in altri Stati.

E' la prima volta dal giugno 2013 che un tribunale degli Stati Uniti - in ogni giurisdizione - si pronuncia ipso facto a favore del divieto del matrimonio omosessuale.
Nel frattempo, più di 20 decisioni, giudizi o sentenze, di prima istanza o in appello (o addirittura in Corte suprema non federale) hanno confermato la legalità del matrimonio tra persone dello stesso sesso, ossia l'incostituzionalità del suo divieto.

La decisione del giudice Simmons è impugnabile. Comunque, è molto poco probabile che influisca sulle prossime decisioni della Corte federale, poiché riguarda un divorzio gay e non - tranne che indirettamente - un matrimonio gay. La Corte d'appello federale della 6a giurisdizione deve, tra l'altro, pronunciarsi, in agosto o settembre 2014, sulla costituzionalità del divieto del matrimonio omosessuale in Tennessee, Kentucky, Michigan e Ohio.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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