Coming out del nuotatore australiano Ian Thorpe

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Coming out del nuotatore australiano Ian Thorpe

(Blogmensgo, blog gay del 17 luglio 2014) Ian Thorpe, 31 anni, è uscito allo scoperto alla velocità di un siluro. Il cinque volte campione olimpico australiano di nuoto ha rivelato la propria omosessualità durante un'intervista TV del 13 luglio 2014.

Intervista a Ian Thorpe (dossier) : 1 | 2 | 3

Un'autobiografia piena di segreti. Ma è stato “prima”. ©Thorpe.

Un'autobiografia piena di segreti. Ma è stato “prima”. ©Thorpe.

Ian Thorpe ha risposto a lungo alle domande del presentatore australiano Michael Parkinson su Channel Ten. Soprannominato Thorpille (o La Torpedine) in France e Thorpedo nel suo Paese, Ian Thorpe ha confermato che sì, è omosessuale e che sì, i ricorrenti pettegolezzi sulla sua omosessualità erano più consistenti delle sue smentite. «Non sono eterosessuale…» ha dichiarato prima di spiegare il perché e soprattutto il come del suo silenzio, fin dai primi titoli internazionali a 14 anni fino al suo secondo e ultimo ritiro dalle scene nel 2013.

I suoi successi olimpici e mondiali, li ha ottenuto combattendo allo stesso tempo contro gli avversari e contro le avversità. I suoi principali avversari sono stati una serie di episodi depressivi legati all'incompatibilità tra il cercare di nascondersi e la sua statura da gigante (1,95 m per 100 kg circa).

Un nascondersi durato quindici anni, fino al 12 luglio 2014 quando il contenuto della sua intervista con Parkinson è stato reso pubblico. Nel frattempo, nella sua autobiografia del 2012 intitolata This Is Me, Ian Thorpe aveva ancora negato di essere gay.

Molti dei suoi vecchi avversari non hanno atteso la trasmissione effettiva dell'intervista per affermare pubblicamente il loro sostegno a Ian Thorpe. «Sono fiero di te», ha affermato l'olandese Pieter van den Hoogenband.

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Pochi sono i campioni olimpici ad aver fatto il proprio coming out. E' stato il caso dei tuffatori inglese Tom Daley (nel 2013) e australiano Matthew Mitcham (nel 2008). Quest'ultimo ha detto di capire cosa può aver passato il suo illustre compatriota, secondo più grande nuotatore di tutti i tempi e di maggior successo dello sport australiano.

Numerosi sportivi di alto livello, a cominciare da Mitcham, considerano il coming out di Thorpe come una porta aperta in direzione di una maggiore accettazione dell'omosessualità nello sport e tra gli sportivi. Ian Thorpe stesso «spera che questo faciliti le cose per altri [sportivi ad alto livello] adesso».
E Thorpille conclude spiegando la difficile gestazione del proprio coming out e il sollievo che prova lui in questo momento: «Non sapevo se l'Australia avrebbe accettato che il proprio campione è gay. Ma dico all'Australia e al mondo che sono gay».

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Commento. Ancora uno sportivo che esce allo scoperto, aver definitivamente appeso le scarpe il costume da bagno al chiodo!

La differenza tra Ian Thorpe e tutti gli altri è che Thorpe sta al nuoto come Kelly Slater al surf e Patrice Martin allo sci d'acqua (Thorpe e Slater sono stati undici volte campioni del mondo, Martin dodici volte). Come a dire Beckenbauer nel calcio, Bubka nel salto con l'asta e Michael Jordan nel basket.

Nessun dubbio che un coming out al culmine della fama abbia un effetto infinitamente più sensazionale sul grande pubblico. Ma Ian Thorpe – e tutti gli sportivi di alto livello – sarebbero riusciti a sopportare lo stresso dell'uscire allo scoperto durante i migliori anni della propria carriera? Thorpe ha spiegato le fasi depressive dovute al proprio «segreto», che l'avrebbero afflitto per una gran parte della propria carriera. Resta da sapere se la pressione (omofoba, ma anche mediatica) prodotta da un coming out sarebbe stata meno forte di una repressione pura e semplice.

Ne approfitto per segnalare che Brad Thorson, ex professionista di football americano, oggi riconvertito al rugby, ha annunciato la propria omosessualità il 4 luglio 2014 sul proprio blog (Grazie a Carlos di avermi segnalato la fonte.)
Thorson non ha sicuramente l'aura di un Thorpe o di una Navratilova, ma contribuisce con il proprio coming out a «banalizzare» un preteso «orientamento sessuale» che non è assolutamente incompatibile con lo sport, poiché non ha niente di «sessuale» – anche se le «simulazioni» di alcuni calciatori in cerca di un rigore ricordano piuttosto la pornografia. Ma questa è un'altra storia.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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