Ordine alla Francia di rilasciare il visto ad un uomo gay che vuole sposare il suo partner

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Ordine alla Francia di rilasciare il visto ad un uomo gay che vuole sposare il suo partner

(Blogmensgo, blog gay del 12 luglio 2014) Con un'ordinanza del 9 luglio 2014, il Consiglio di Stata dà ventiquattro ore di tempo alla Francia per rilasciare il visto ad un senegalese residente in Marocco affinché possa sposare il suo compagno francese nell'Oise (Piccardia). E' una novità assoluta, per molti motivi.

Consiglio di Stato (9 luglio 2014): comunicato stampa | ordinanza

Nella sala dei contenziosi, si prendono delle decisioni chiare. ©Conseil-etat.fr.

Nella sala dei contenziosi, si prendono delle decisioni chiare. ©Conseil-etat.fr.

Il giudice del Consiglio di stato, il cui intervento corrisponde ad un caso di estrema urgenza, ha «ordinato al Ministro degli interni di rilasciare entro ventiquattro ore al richiedente un visto che gli permetta di entrare in Francia e di soggiornarvi il tempo necessario per celebrare il proprio matrimonio» (ossia fino al 29 luglio), oltre ad un risarcimento di 5 000 euro.

Una sentenza inedita

Nella propria decisione, il Consiglio di Stato considera come «un attentato grave e apertamente illegale alla libertà fondamentale di sposarsi» (art. L. 521-2 del codice di giustizia amministrativo) il fatto che la Francia abbia rifiutato il visto al richiedente. In effetti, il Marocco non autorizza il matrimonio gay. La legge francese del 17 maggio che apre il matrimonio alle coppie dello stesso sesso stipula inoltre che se uno dei due sposi proviene da un Paese che vieta il matrimonio omosessuale, il matrimonio deve aver luogo in Francia e non può essere celebrato nel Paese straniero da un'autorità francese (art. 171-9 del codice civile).

La decisione presa nel caso di questo matrimonio omosessuale franco-senegalese è contrario alle abitudini dell'amministrazione francese in materia di matrimonio misto eterosessuale. Se un uomo ed una donna vogliono sposarsi, la domanda di visto è spesso rifiutata, ma il matrimonio pronunciato all'estero viene trascritto su un registro ufficiale francese. Non esiste quindi un visto specifico in caso di matrimonio (eterosessuale), poiché un rifiuto di visto non impedisce la celebrazione del matrimonio (eterosessuale).

E' la prima volta che la più alta istanza amministrativa francese produce un tale verdetto su una questione del genere.

Riassunto dei fatti

Le autorità francesi rifiutavano l'emissione di un visto con il pretesto che i due congiunti hanno trentacinque anni di differenza di età e che il richiedente aveva preteso nel 2010 di voler passare delle vacanze in Francia con il suo compagno.
Due fatti che, secondo Parigi, provano che l'unione sia fittizia e che il richiedente voglia entrare in Francia per lavorare illegalmente.

Adesso, i due uomini vivono in coppia da quattro anni a Casablanca, dove il richiedente ha un impiego stabile.
La sua domanda di breve soggiorno per sposarsi in Francia è stata rifiutata il 16 giugno 2014 dal consolato di Casablanca, respinto successivamente dal tribunale amministrativo di Nantes, prima di ottenere la vittoria dal Consiglio di Stato, che ha considerato la domanda fondata e legittima.

Commento. Quando la Francia capirà che il matrimonio omosessuale è identico al matrimonio eterosessuale? Senza dubbi il giorno in cui la Francia capirà che i matrimoni omosessuale devono godere degli stessi diritti e vantaggi di quelli delle coppie eterosessuali. Senza alcuna discriminazione. Compreso in materia di PMA, di adozione, di filiazione, di autorità genitoriale -  e di diritto di matrimonio in condizioni non umilianti.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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