Michel Foucault, trent’anni fa

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Michel Foucault, trent’anni fa

(Blogmensgo, blog gay del 3 luglio 2014) Il 25 giugno 1984 scompariva il filosofo francese Michel Foucault. Le sue opere gli sono sopravvissute, o quasi.

I denti di Foucault sottoposti all'analisi filosofica di Photoshop. ©Le Point.

I denti di Foucault sottoposti all'analisi filosofica di Photoshop. ©Le Point.

Conosciamo quasi di più la vita di Michel Foucault per gli aneddoti ed i clichés che costellano la sua biografia che per la sue opere. In tutta umiltà, lo ammetto: l'opera e la persona di Foucault le conosco – molto vagamente – grazie a quello che hanno scritto di lui Hervé Guibert, Paul Veyne, e Didier Éribon.

Foucault fa parte di quegli autori la cui opera colossale e l'aura universale impressionano. Così come Proust, Balzac, Musil, Tolstoï, Anthony Powell, Marguerite Young e pochi altri. L'ammirazione per questi colossi suscita in me un'irreprensibile... procrastinazione. Ho finalmente superato questa tendenza alla pigrizia neuronale con i primi tre autori citati, non mi resta che fare lo stesso con gli ultimi tre e con mille altri nomi che mi attirano e pietrificano allo stesso tempo. Tra cui Foucault.

Il profilo di Foucault, se si segue l'aneddotica ed il marginale, come superficie di una vita, ha molto per sedurmi: arrivato quarto al test d'ingresso per l’École normale supérieure e terzo all'aggregazione,frequentatore dei bar gay americani con il suo inseparabile Perfecto, sempre a scrivere sulla follia e sulla sessualità attraverso la sua megalomania, gay e un po' fuori dalle righe, sempre fedele allo stesso uomo nonostante mille e una avventure…

Ecco. Il numero speciale di Point consacrato a Foucault, l'ho comprato… già da quasi un mese (cfr. lo scan della copertina qui sopra). E mi riprometto di leggerlo – dopo gli ultimi quattro numeri di Matricule des anges che non ho ancora letto, dopo le ultime due pubblicazioni di France Culture Papiers che mi hanno regalato e che giacciono impilate, dopo, dopo, dopo… Dopo leggerò Foucault. Promesso.

Bisogna anche che acquisti o che guardi io film Foucault contre lui-même di François Caillat (consigliato da Édouard Louis, Didier Éribon ed altri) di cui mi sono perso la recente emissione su Arte e che sta per uscire in DVD. E che consulti il portale Michel Foucault (peccato che la qualità sonora dei corsi al Collège de France non sia ottima).

E forse sarebbe anche il caso – anzi sarebbe prioritario – che leggessi… Foucault. Fortunatamente, una parte delle sue opere è disponibile in digitale.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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