Gay Pride gigantesco a Roma, minuscolo a Bucarest, promettente a Rennes

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Gay Pride gigantesco a Roma, minuscolo a Bucarest, promettente a Rennes

(Blogmensgo, blog gay dell'11 giugno 2014) Il weekend dei Pentecoste 2014, ha visto sfilare decine di migliaia di persone LGBT o simpatizzanti in occasione dei Pride locali, nazionali o internazionali. Focus su tre di questi: Rennes, Roma e Bucarest.

Erano tra i 18 000 e i 20 000 i partecipanti e gli spettatori, il 7 giugno 2014, durante il 19o Gay Pride di Lille (la cui denominazione ufficiale, come quasi dappertutto in Francia, è Marche des fiertés).
Erano più di 6 000 a sfilare. lo stesso giorno, per il 18o Gay Pride di Bordeaux, tra République e Quinconces. Una cifra conforme alle previsioni degli organizzatori, ma molto inferiore a quella che ci si poteva aspettare dove la comunità LGBT è molto più presente ed attiva che nella maggior parte delle altre grandi città francesi (cfr. il nostro articolo di novembre 2013).

Più modesto è stato il 21o Gay Pride di Rennes 2014, il cui corte ha visto sfilare circa 2 500 persone sabato 7 giugno per il centro della città, sotto un bel cielo blu non photoshoppato, come attesta questo servizio del Télégramme:

Coloro che hanno preferito guardare la superba finale femminile del torneo Roland-Garros hanno potuto rifarsi la sera, partecipando al Noz Pride co-organizzato dal CGLBT Rennes e dall’associazione Rennes’Bow Life. Ecco lo spot ufficiale:

«Le nostre vite, i nostri corpi: dei diritti». Questo era lo slogan della sfilata 2014 a Rennes. Una piattaforma rivendicativa agli antipodi dalla pusillanimità governativa francese. Giusto per far capire che non spetta allo Stato decidere quello che una persona possa o debba fare del proprio corpo, ma alla persona stessa. Che si tratti di supplire ad una mancanza (aprire la PMA a tutte le donne), di una contraddizione apparente (lasciare che le persone intersex decidano da sole l'aspetto fisico che vogliono) o di una volontà di cambiamento (non considerare più il cambiamento di sesso e di stato civile come un atto rilevante della psichiatria).

In un discorso, Nathalie Appéré, sindaco di Rennes, ha calorosamente portato il suo sostegno allo svolgimento di questo Gay Pride in terra bretone, in nome «dell'uguaglianza in una Repubblica fraterna e solidale».

In Italia, né il matrimonio gay, né il PACS sono stati ufficialmente legalizzati, malgrado una recente sentenza giudiziaria. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha comunque reiterato la promessa di far istituire i PACS omosessuali nella capitale. E questo davanti a decine di migliaia di persone riunite il 7 giugno per il 200 Gay Pride di Roma 2014 (sito web | pagina Facebook).

E' solamente la seconda volta che un sindaco di Roma partecipa ufficialmente alla parata. La prima volta è stata vent'anni fa. Ed in entrambi i casi, era un politico di sinistra.

Per farvi un'idea dell'ambiente, ecco un'interessante reportage di Libera.tv

Sempre sabato 7 giugno, solamente 400 persone hanno sfilato per  le vie di Bucarest. Vero è che il clima umido non prometteva bene. Un Gay Pride dalle ambizioni più limitate di quelle delle altre grandi capitali dell'Europa Occidentale, ma comunque rivendicativo. I partecipanti reclamavano in particolare la fine del clima di odio omofobo che confina la Romania in una situazione arcaica. Chiedevano anche un embrione di uguaglianza con l'istituzione di  un PACS.

Clicca sull'immagine per ingrandire. ©Gay-fest.ro.

Clicca sull'immagine per ingrandire. ©Gay-fest.ro.

Due ambasciatori hanno sfilato tra le poche centinaia di manifestanti: quello dei Paesi Bassi, Matthijs van Bonzel, e quello della Svezia, Anders Bengtcen. Anche l'ambasciata americana era rappresentata.

In compenso, una contro-manifestazione di estrema destra non raccoglieva, nello stesso momento, che qualche decina di individui. In altre parole, una mini-vittoria per la comunità LGBT rumena. Ed anche un exploit, dato che i partecipanti al Gay Pride erano dieci volte più numerosi.

Tra i prossimi Gay Pride, i più attesi si terranno il 21 giugno a Berlino ed il 28 giugno ad Oslo (EuroPride 2014), a Parigi ed a Barcellona. Speriamo che le nazionali di calcio tedesca, francese o spagnola, non stiano giocando in quel momento.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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