La giustizia italiana convalida un matrimonio gay

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La giustizia italiana convalida un matrimonio gay

(Blogmensgo, blog gay del 15 aprile 2014) Per la prima volta in Italia, il tribunale di Grosseto, in Toscana, ha dichiarato valido un matrimonio che due uomini italiani hanno contratto a New York. La sentenza del 9 aprile è, tuttavia, suscettibile di ricorso.

Il sindaco di Grosseto ed il segretario comunale siglano un contratto di matrimonio gay. ©Toscanamedianews.it.

Il sindaco di Grosseto ed il segretario comunale siglano un contratto di matrimonio gay. ©Toscanamedianews.it.

Il giudice Paolo Cesare Ottati ha constatato, come richiestogli dall'avvocato della coppia, Claudio Boccini, che non c'è «nessun riferimento alla nozione di genere» sui registri di stato civile di Grosseto. Ha, quindi, immediatamente ordinato agli impiegati di stato civile di Grosseto di registrare il matrimonio del designer e architetto Giuseppe Chigiotti con il giornalista Stefano Bucci. I due uomini, rispettivamente di 68 e 57 anni, si erano sposati a New York il 6 dicembre 2012.

In tre parole e due fogli: contratto di matrimonio. ©Toscanamedianews.it.

In tre parole e due fogli: contratto di matrimonio. ©Toscanamedianews.it.

La decisione del giudice Ottati arriva mentre in Italia il matrimonio omosessuale resta ufficialmente illegale. Ma dei «progetti nuovi e più estensivi, tra cui quello del matrimonio tra due persone dello stesso sesso», dovrebbero, oggi, essere presi in considerazione nella questione del matrimonio, ha spiegato il giudice.

I due sposi avevano citato in causa Grosseto nel mese di marzo 2014, dopo il rifiuto da parte delle autorità municipali di registrare il loro matrimonio. Emilio Bonifazi, sindaco di Grosseto, ha dichiarato che lo svolgimento dei suoi compiti si conformerà senza indugio alla sentenza giudiziaria. Promessa mantenuta : il 14 aprile, vale a dire ieri, il segretario comunale , Mario Venanzi, ha trascritto sul registro di stato civile le disposizioni dell'ordinanza di cui il sindaco aveva ricevuto notifica l'11 aprile. Giuseppe e Stefano possono quindi passare a ritirare il loro certificato di matrimonio.

Fabrizio Marrazzo, porta-voce dell'associazione Gay Center, ha fatto appello ai sindaci delle principali città di centro-sinistra (Bari, Milano, Napoli, Roma e Torino) a seguire immediatamente l'esempio di Grossetto e del sindaco Bonifazi.

Francesco Verusio, procuratore di Grosseto, ha fatto sapere che farà ricorso alla sentenza del 16 aprile 2014. La decisione del giudice e quella del sindaco sono state fortemente criticate da parte di diverse autorità religiose.

Commento. Il capriccio di un giudice? Niente affatto. Certo, l'Italia non ha legalizzato il matrimonio omosessuale e neanche istituito un PACS, fosse anche al ribasso. ma in tale Paese a forte maggioranza cattolica, la Corte di Cassazione e la Corte Costituzionale hanno entrambe l'occasione di ricordare al legislatore che è tenuto a promulgare una legge non discriminatoria, quindi  a legalizzare l'unione tra persone dello stesso sesso.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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