La Croazia vieta il matrimonio omosessuale

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La Croazia vieta il matrimonio omosessuale

(Blogmensgo, blog gay del 5 dicembre 2013) Con oltre il 65% dei voti espressi, il 1o dicembre 2013, un referendum ha convalidato un emendamento costituzionale che definisce il matrimonio come «l'unione tra un uomo ed una donna» in Croazia. Solamente il 38% degli aventi diritto si è recato alle urne.

La chiesa croata ha compiuto un miracolo: abbassare il tasso di turisti omosessuali allo 0%. ©Ufficio del turismo della Croazia.

La chiesa croata ha compiuto un miracolo: abbassare il tasso di turisti omosessuali allo 0%. ©Ufficio del turismo della Croazia.

L’attuale costituzione croata non definisce il matrimonio. Il referendum mirava a contrastare un ipotetico progetto di legge sul «partenariato tra persone dello stesso sesso» che il governo di centro sinistra sta preparando; governo che ha fatto appello a votare no al referendum. In Croazia, le coppie omosessuali con almeno tre anni di convivenza beneficiano dal 2003 degli stessi diritti - compresi quelli in materia patrimoniale - delle coppie eterosessuali conviventi.

Circa 700 000 persone, con il sostegno attivo della Chiesa cattolica (in un Paese dove il 90% della popolazione si definisce cattolica), hanno firmato la petizione che ha permesso al Parlamento di convocare il referendum. L'iniziativa è stata promossa dal collettivo ultraconservatore «In nome della famiglia».

La Croazia è membro dell'Unione europea dal luglio 2013. In questo Paese, il Gay Pride viene celebrato dal 2002. Ma a Zagabria come a Spalato, i cortei era costituiti da meno di 5 000 persone e si svolgevano sotto la stretta sorveglianza da parte delle forze dell'ordine.

Commento. La Croazia si presenta come una democrazia. E convalida un referendum costituzionale al quale non ha preso parte che il 38% degli elettori e che hanno votato il 65% dei partecipanti. In altre parole, il referendum ha conosciuto il più debole tasso di partecipazione della storia croata e l'emendamento costituzionale è stato votato da meno del 25% degli elettori.

Un tale referendum, in una democrazia degna di questo nome, avrebbe dovuto essere invalidato per non aver raggiunto il quorum. Ricordiamo che democrazia significa governo del popolo. Con il 38% di partecipazione non si tratta più di una democrazia, ma di una piccola folla. Utilizzare il referendum come arma contro i diritti e le libertà fondamentali è sintomo di banditismo0 mafioso. Almeno i mafioso possono avvalersi di un codice d'onore. Il codice d'onore di quelli che hanno votato l'emendamento costituzionale si riassume nella propria abiezione.

Oltre all'abiezione, anche la malafede. Gli oppositori al matrimonio gay affermano (vedi sopra) che le coppie conviventi hanno gli stessi diritti, che siano omosessuali o eterosessuali. Alle coppie omosessuali, però, mancano i due diritti principali di cui godono le coppie eterosessuali conviventi: il diritto di sposarsi e quello di crescere dei bambini.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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