Barilla condisce la sua pasta omofoba con un sugo friendly

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Barilla condisce la sua pasta omofoba con un sugo friendly

Barilla, pasta dal gusto amaro. © Barilla.

Barilla, pasta dal gusto amaro. © Barilla.

(Blogmensgo, blog gay dell'8 novembre 2013) A meno di due mesi dalle dichiarazioni omofobe del suo patron, la marca di pasta Barilla lancia una campagna a favore della diversità e della parità.

Riassunto dei fatti

Fine settembre, sulle onde di Radio 24, Guido Barilla spiega la sua posizione sulla famiglia: «Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale, non per mancanza di rispetto, ma perché non sono d'accordo con loro. La nostra famiglia è di tipo tradizionale.» Ed il patron del gruppo alimentare che porta il suo nome rincara la dose: «Se i gay non sono d'accordo possono sempre mangiare la pasta di un'altra marca.»

I media in generale, i social network e le associazioni LGBT in particolare, ma anche i concorrenti della marca di pasta hanno subito denunciato come omofobe le dichiarazioni di Guido Barilla. Il patron e la sua azienda hanno quindi suscitato un triplo movimento di disapprovazione, di caricature e di contro-offensiva.

Le caricature hanno presentato Guido Barilla per quello che è: un semplice imprenditore che si aggroviglia nelle proprie tagliatelle.

Sul fronte della contro-offensiva, molti concorrenti della Barilla si sono fatti avanti con una politica friendly, se non addirittura attivista. E soprattutto, numerose associazioni LGBT, in particolare italiane ed americane, hanno fatto appello ad un boicottaggio della marca italiana in tutto il mondo. Solamente a quel momento, Guido Barilla ha espresso le proprie scuse.

Barilla, probabilmente, milita per la diversità

La marca di pasta, adesso, dice di promuovere la diversità e la parità, internamente ed attraverso la propria comunicazione d'impresa. Tale iniziativa corrisponderebbe ad una strategia messa in cantiere da più di un anno in seno al gruppo alimentare, le cui marche includono Harry’s e Wasa.

Uno degli elementi di questa nuova campagna implica l'organizzazione nel 2014 di un concorso di video online che mostra la varietà dei tipi di pasta (e dei consumatori). Nel frattempo. il gruppo Barilla conta di promuovere delle pubblicità meno da macho e più omofile.

Il gigante italiano ha appena annunciato,il 4 novembre 2013, la creazione di un comitato consultivo per la diversità e l'uguaglianza (comunicato stampa). All'interno di questo comitato siederà lo scrittore ed attivista americano David Mixner, araldo della parità dei diritti per la comunità LGBT.

Barilla annuncia, inoltre, la propria partecipazione al Corporate Equality Index, classifica delle aziende nei confronti dei criteri LGBT, creato dall'associazione LGBT americana Human Rights Campaign.

Commento: dobbiamo credere alla Barilla?

Le misure annunciate dalla Barilla corrispondono ad una «comunicazione di crisi». Sono state presentate scuse, sono state fatte promesse e si è aspettato che la pasta si raffreddasse.

Facciamo una comparazione tra l’affaire Barilla e due situazioni simili - almeno per l'omofobia promossa da alcuni discorsi.

Nell'ottobre 2009, Louis Nicollin, presidente del club di calcio di Montpellier, chiama un avversario «frocetto».Ha fatto pubblica ammenda ed è stato protagonista di svariate azioni friendly che gli hanno fatto ottenere nel 2012 il premio Pierre-Guénin contro l'omofobia e per la parità dei diritti (pagina Facebook). Il premio e la ricompensa gli sono stati ritirati dopo poco tempo, a seguito di nuove ingiurie omofobe.

Nel 2010, frasi omofobe sono state attribuite a diversi membri dei Sexion d’Assaut, confermando le parole di alcune vecchie canzoni del gruppo rap francese. I membri del gruppo hanno successivamente incontrato diverse associazioni LGBT, in particolare Le Refuge, in modo da comprendere meglio la portata delle loro parole e dei loro atti.

Due nomi molto noti, due strategie molto differenti in risposta all'omofobia. Sexion d’Assautha scelto la via della discussione e della pedagogia; forse sinceramente, forse per evitare l'annullamento dei propri concerti. Louis Nicollin ha fatto tante belle promesse, prima di ricascarci, proprio come un alcolista promette di non bere più e termina il proprio discorso con un brindisi trionfale.

Non saprei se il gruppo rap ha agito sinceramente o per un calcolo economico, ma sono convinto che Nicollin e Barilla abbiano presentato delle scuse, tardive e insincere, per puro opportunismo.

Le associazioni LGBT, le personalità gay e lesbiche devono condurre ostentatamente delle azioni contro gli omofobi noti, per il fatto che presentano delle scuse dubbiamente sincere? Il rischio di sbagliarsi è grande quanto quello di fidarsi di alcolisti o drogati. Non minimizzo la possibilità del pentimento, constato solamente il rischio di recidiva.

Sarebbe, forse, più produttivo per la comunità, a mio parere, condurre delle campagne con le aziende concorrenti dei gruppi di Nicollin – è anche un impresario – e Barilla. Va bene il perdono. Ma che i colpevoli inizino a scontare la pena. Scontare pagando. Finanziariamente. All'altezza dei loro mezzi.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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