Omofobia contro Premier League: 1 – 0

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Omofobia contro Premier League: 1 – 0

(Blogmensgo, blog gay dell'8 ottobre 2013) Le squadre inglesi di Premier League ed i loro giocatori dovevano indossare dei lacci arcobaleno come simbolo di lotta contro l'omofobia, durante le partite del 21 e 22 settembre 2013. Quasi nessuno l'ha fatto. Forse a causa di un doppio errore di casting. Adesso vi spieghiamo.

Cartellino giallo? Cartellino rosso? cartellino verde all'iniziativa arcobaleno… ©Stonewall.org.

Cartellino giallo? Cartellino rosso? cartellino verde all'iniziativa arcobaleno… ©Stonewall.org.

L’operazione lacci multicolore è stata organizzata da Stonewall, associazione LGBT molto conosciuta nel Regno Unito. Si trattava, indossando i lacci delle scarpe arcobaleno, di mostrare il proprio sostegno alla lotta contro l'omofobia sui campi di calcio e sugli spalti.

Everton è l'unico club della Premier League (la prima divisione del campionato di calcio inglese) ad avere esplicitamente chiesto ai propri giocatori di disputare la partita del week end indossando i lacci multicolore. Il difensore Phil Jagielka – che ha lo stesso nome del nostro redattore di MensGo.fr, ma che gioca meglio a calcio – ha messo anima e corpo in questa missione.

Giroud et Ginola, ambasciatori gay-friendly

Qualche giocatore, qua e là, ha addobbato le proprie scarpe con i lacci arcobaleno. Ad esempio Olivier Giroud (Arsenal), Aron Gunnarsson (Cardiff) e Robert Snodgrass (Norwich). Qualche allenatore ha fatto lo stesso, come Alan Pardew (Newcastle). Ma anche vecchie glorie del calcio, come Gary Lineker e David Ginola.

Dei venti club di Premier League, sei hanno lasciato liberi i propri giocatori di utilizzare i lacci abituali o dei lacci arcobaleno: Chelsea, Crystal Palace, Fulham, Hull, Manchester City e Newcastle. La maggior parte delle altre squadre hanno deciso di non esprimersi sull'argomento. E sette club hanno rifiutato di partecipare all'operazione: Liverpool, Manchester United, Southampton, Tottenham, West Ham e Norwich.

Joey Barton sulle orme di Justin Fashanu

Per il momento, un solo calciatore professionista ha rivelato la propria omosessualità nel corso della carriera. Si tratta di Justin Fashanu (cfr. l'articolo di BlogMensGo.fr del 12 marzo 2009 dedicato a Justin Fashanu, calciatore gay). L'ex giocatore della nazionale britannica aveva mosso i suoi primi passi nel calcio professionistico nel club di Norwich.

Joey Barton, il bad boy good boy del calcio britannico. ©Joeybarton.com.

Joey Barton, il bad boy good boy del calcio britannico. ©Joeybarton.com.

Perché così poco entusiasmo per una tale operazione di lotta contro l'omofobia? Perché così pochi calciatori professionisti hanno deciso di aderire? Perché un solo club ha incoraggiato i propri giocatori a mettere un arcobaleno alle proprie scarpe?

Le ragioni del fallimento

Certo, spiega Stonewall, «in una settimana, decine di migliaia di persone, tra i quali dei giocatori, dei tifosi, dei giornalisti sportivi e dei politici hanno manifestato il proprio sostegno a favore di tale campagna e dei giocatori e dei tifosi gay». E Stonewall precisa che lacci arcobaleno sono stati inviati alle 134 squadre di calcio professionistico del Regno Unito.

Allora come mai un tale fallimento? Perché questa campagna, intitolata «Right Behind Gay Footballers» (tutti dietro ai calciatori gay) è stata snobbata, nonostante il successo su Twitter di #RBGF ?

La risposta è duplice.

Le scelte del principale ambasciatore dell'operazione, forse, ha bruciato le tappe. Se si domanda quale bad boy del calcio inglese si è caratterizzato per le sue derive omofobe, con tutta probabilità si piazzerà in cime alle risposte il nome di Joey Barton. Il membro dei Queens Park Rangers è famoso per i suoi commenti omofobi nei confronti di Fernando Torres e transfobici nei confronti di Thiago Silva.

Joseph Barton, il Giano bifronte del calcio

E' lo stesso Joey Barton che è stato scelto come porta bandiera dei lacci arcobaleno. Nel gennaio 2012 spiegava ad una nipote di Justin Fashanu,in un'intervista tv, di essere favorevole ai diritti dei gay ed al coming out dei calciatori gay. Tra l'altro perché lo zio di Joey Barton è gay.

Sembrando così sincere le sue convinzioni omofile, Joey Barton presenta quindi un profilo suscettibile di confondere le idee al grande pubblico. E ciò, malgrado la sue grande popolarità tra i tifosi di calcio ed i suoi 2 milioni di followers su Twitter.

Perché alcune squadre hanno fatto appello al boicottaggio ed altre si sono accontentate di lasciare i propri giocatori a decidere da soli per sé stessi? Il Chelsea ha riassunto il disagio in un comunicato: «Noi sosteniamo in pieno i principi che ci sono dietro [a questa causa], ma essa ci pone un certo numero di problemi nella sua attuale forma, tra cui la mancanza di consultazione e l'aspetto commerciale. »

Una scusa malcelata

E' il problema della «mancanza di consultazione» che la Premier League ha citato per primo, per meglio conservare l'aplomb inglese. Quanto all' «aspetto commerciale», ha per nome Paddy Power, co-organizzatore dell'operazione lacci arcobaleno.

Paddy Powerè una società di scommesse sportive molto nota nel Regno Unito. Questo bookmaker è anche lo sponsor ufficiale di Everton, cosa che spiega l'occhio di riguardo della squadra nei confronti dell'iniziativa gay-friendly.

Joey Barton. Calciatore, follower, filosofo ed omofilo. ©DR.

Joey Barton. Calciatore, follower, filosofo ed omofilo. ©DR.

Se sono stati numerosi i giocatori e le squadre che hanno boicottato l'operazione lacci arcobaleno, è a causa del nome Paddy Power che ne è collegato. I lacci, certo, non portano né il logo, né il nome dello sponsor, ma Paddy Power non è certo in odore di santità nel mondo del calcio professionistico britannico. Il bookmaker ha già fregato una volta i professionisti del calcio in occasione di una campagna pubblicitaria. Campagna che, facendo fare ai giocatori la figura dei polli, non ha certo giovato ai buoni rapporti. Il che equivale a dire che la presenza di Paddy Power nell'operazione dei lacci multicolore è stata avvertita come un affronto dai giocatori, dagli allenatori e dalle loro squadre.

Ingredienti giusti, ricetta sbagliata (o viceversa)

Gli ingredienti migliori non sono sufficienti a garantire la qualità di una ricetta. Singolarmente, le associazioni LGBT, il ragazzaccio pentito ed il bookmaker astuto sono i migliori nel proprio ambito. Metteteli tutti e tre insieme e si prendono a schiaffi come una qualsiasi squadretta di principianti nel corso di una partitella all'oratorio.

La prossima volta, Stonewall dovrà recrutare delle vere star (ad esempio Robin van Persie, Wayne Rooney e Gareth Bale oltre a Joey Barton) ed un partner che abbia il più consenso possibile, cioè chiunque, ma non Paddy Power. Ad esempio un celebre social network per incontri gay o ancora meglio un blog gay come quello che stai leggendo in questo momento.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

1 Risposta

  1. Purtroppo nel mondo del calcio i pregiudizi sono all’ennesima potenza. Siamo ancora ai livelli di: “facciano quel che vogliono, ma senza dare fastidio a me..”. La stragrande maggioranza dei calciatori famosi è gente che non ha cultura, figuriamoci se capiscono l’importanza di un’iniziativa del genere.

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