Svizzera: la Chiesa evangelica valdese accetta un rito per coppie omosessuali pacsate

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Svizzera: la Chiesa evangelica valdese accetta un rito per coppie omosessuali pacsate

Scisma omofobo tra i protestanti valdesi. ©EERV.ch.

Scisma omofobo tra i protestanti valdesi. ©EERV.ch.

(Blogmensgo, 2 ottobre 2013) La Chiesa evangelica riformata del cantone di Vaud (in Svizzera) ha approvato in prima battuta, il 21 settembre 2013, il nuovo regolamento ecclesiastico introducendo «un rito per partner registrati». In altre parole, tale obbedienza protestante conferma «l'esistenza e la specificità di un rito» per coppie gay o lesbiche unite dai PACS.

Riunito in sessione straordinaria, il sinodo (l'istituzione legislativa) del cantone Vaud (EERV) ha compiuto uno dei tre passi che conducono verso la celebrazione di unioni tra coppie dello stesso sesso. Questo primo passo si è compiuto nel quadro di una discussione in tutto il cantone Vaud, come previsto da una precedente sessione (cfr. il nostro articolo del 7 novembre 2012 sulla Chiesa protestante e matrimonio gay). Le due prossime tappe statuarie corrispondono alle sessioni dell'8 ottobre e dell'8 e 9 novembre 2013.

Niente matrimonio gay in chiesa

Sono le coppie omosessuali già unite in PACS (o in partenariato registrato, secondo la terminologia ufficiale svizzera) che sceglieranno essi stessi la chiesa dove avrà luogo la celebrazione. Gli «elementi liturgici» della celebrazione includeranno «lettura biblica e predicazione, accoglienza delle persone unite in partenariato, ricordo del legame di partenariato e preghiera per le persone unite in partenariato».

Il rito per le persone unite in PACS non sarà una «benedizione di matrimonio tra un uomo ed una donna»e la parola matrimonio conserverà, quindi, agli occhi del cantone Vaud, un senso esclusivamente eterosessuale. Inoltre, ogni ministro di culto che lo desidera potrà rifiutarsi di «celebrare tale rito se le sue convinzioni teologiche glielo impediscono».

Commento. Malgrado le apparenze, l'instaurazione di un rito a minima per le coppie omosessuali ha suscitato delle controversie nelle cerchia del clero protestante valdese. La gerarchia ha, per lo meno, il merito di non nascondere le proprie divergenze di interpretazione, o «maniere differenti di considerare l'omosessualità sul piano biblico, etico o teologico». Precisa anche che «queste differenze di convinzioni sono talvolta molto vive e portano a delle tensioni».

Mai il matrimonio, punto. Questo rito si limiterà ad un semplice «ricordo del legame del partenariato», in modo da non confonderlo con un matrimonio. Si tratterà di un volgare PACS religioso. Solamente un sostituto.

Tali battibecchi protesto-protestanti, si attireranno più di una risata se non intendono statuarie sul divenire della comunità LGBT da parte del rito evangelico. Come salutare una Chiesa che esita a dare alle coppie gay e lesbiche già in stato di PACS nient'altro che uno statuto al ribasso? Il migliore dei saluti si scrive in dodici lettere: boicottaggio.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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