L’HIV evolve, la popolazione infetta anche

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

L’HIV evolve, la popolazione infetta anche

(Blogmensgo, 18 settembre 2013) Il virus dell'AIDS non reagisce più agli anticorpi neutralizzanti allo stesso modo di dieci, venti o trenta anni fa. Le persone infettate neanche. E la popolazione infettata cambia gradualmente.

L'HIV, nel 2010, resiste dalle dieci alle venti volte di più agli anticorpi neutralizzanti rispetto al 1980. Questa maggiore resistenza virale obbliga oggi i pazienti inifetti a produrre più anticorpi neutralizzanti in modo da combattere più efficacemente l'HIV/AIDS. Oppure, i sieropositivi di oggi producono meno anticorpi neutralizzanti che i sieropositivi dei decenni scorsi.

Usa ilo profilattico quando hai un rapporto, anche se sei nel deserto e fa caldo. ©Jeanne Menjoulet.

Usa ilo profilattico quando hai un rapporto, anche se sei nel deserto e fa caldo. ©Jeanne Menjoulet.

Questi sono alcuni dei risultati di uno studio co-diretto da Martine Braibant e Francis Barin con un team di ricercatori francesi (Inserm 966 e Università di Tours). Lo studio, pubblicato alla fine di luglio 2013 sulla rivista PLoS Pathogens indica alcune vie strategiche da seguire per mettere a punto un vaccino efficace.

Lo studio: riassunto (in francese) | testo completo (in inglese)

Un altro studio, condotto dal team di Bertran Auvert (UMRS-1018 Inserm), suggerisce la pertinenza della circoncisione come ingrediente di una strategia antiretrovirale. Il tasso di infezione degli uomini circoncisi sarebbe inferiore dal 57% al 61%, hanno constatato i ricercatori studiando un campione di 3 338 uomini tra il 2007 ed il 2011 in una bidonville del Sud Africa.
(breve riassunto | comunicato in PDF)

Le statistiche della pandemia in Francia attestano, inoltre, un'evoluzione sanitaria e della società inquietante. Certo, il 40% delle nuove diagnosi presso gli omosessuali avviene nei primi sei mesi dall'infezione, contro il 26% della popolazione generale. Ma la distensione degli sforzi preventivi in direzione della comunità gay si aggrava dal 2006, al punto che le diagnosi effettuate sui minori di 25 anni  concerne in maggioranza giovani gay.

La situazione non è meno inquietante tra gli adulti sul fronte delle statistiche. I cinquanta-sessantenni non ricordano più di aver avuto un rapporto a rischio o pensano di non essere più un bersaglio per l'HIV. Interiorizzano lo stereotipo molto diffuso, secondo il quale l'HIV/AIDS non colpisce che i giovani uomini. Come risultato, gli anziani fanno meno sistematicamente il test di depistaggio e molto spesso ricevono la diagnosi ad uno stadio più tardivo dell'infezione.

Oltre il 40% delle diagnosi dell'HIV/AIDS tra la popolazione francese sono effettuate molto tardi (29%), ossia già in fase di AIDS (13%).

«Lo sforzo [di prevenzione] deve essere ri-orientato verso il miglioramento del depistaggio nell'insieme della popolazione maschile», spiega a Figaro uno specialista francese delle questioni di profilassi pre-esposizione (PrEP), il professor Gilles Pialoux, secondo il quale le campagne di depistaggio troppo generalizzate non hanno avuto l'impatto diagnostico atteso.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

Nessun commento ancora

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This Blog will give regular Commentators DoFollow Status. Implemented from IT Blögg