La commissione francese dei diritti dell’uomo vuole «ristabilire la dignità dei/lle trans»

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La commissione francese dei diritti dell’uomo vuole «ristabilire la dignità dei/lle trans»

(Blogmensgo, 10 luglio 2013) La Commissione nazionale consultativa dei diritti dell'uomo (CNCDH) ha pubblicato, il 27 giugno 2013, delle raccomandazioni in modo che la Francia non consideri più le persone trans come cittadini di serie B. Il trattamento amministrativo dei/lle trans non deve ricevere una semplice sistemazione, ma una revisione completa, stima l'organizzazione.

Il parere della CNCDH (qui in PDF) si è concentrato in particolare sulla definizione giuridica di transidentità e sul cambiamento di sesso nei confronti dello stato civile.

«Una revisione della legge francese»

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La CNCDH considera che il diritto francese confonda sessualità ed identità di genere. Una persona trans non è trans in funzione della sua sessualità, ma in funzione del genere al quale essa stessa stima di appartenere, anche se in contrasto con il suo aspetto biologico. In altre parole, i «termini “identità sessuale” […] creano confusione tra genere e determinazione sessuale e biologica». Per questo motivo «la CNCDH considera necessaria una revisione della legislazione francese concernente l'identità di genere, come auspicato dalle istituzioni internazionali europee».

In quanto alla procedura di cambiamento di sesso allo stato civile, la durata per le persone trans è eccessiva e «mette in pericolo in particolare il loro accesso alla casa, all'impiego ed ai diritti sociali». Tale processo è ingiusto per la discriminazione e lo stigma sociale che implica, precisa in sostanza la CNCDH.

Depatologizzazione, degiudiziarizzazione

L’istituzione francese di protezione e di promozione dei diritti dell'uomo raccomanda allo stesso tempo una «depatologizzazione completa» ed una «degiudiziarizzazione parziale» di tale procedura.
Depatologizzazione: non più subordinare il cambiamento di sesso ad una sterilizzazione o ad una riassegnazione sessuale.
Degiudiziarizzazione: accontentarsi di due passaggi, uno dichiarativo (deposizione giurata di una dichiarazione alla presenza di più testimoni) e uno giudiziario (approvazione da parte di un giudice dopo aver controllato e convalidato la dichiarazione). L’associazione ID-Trans, consultata dalla CNCDH, vorrebbe una degiudiziarizzazione totale.

La CNCDH sottolinea «la situazione estremamente precaria» delle persone trans e le «note discriminazioni» di cui sono vittime, la legislazione e le amministrazioni francesi non si degnano di accordare uguaglianza di diritti ed equità di trattamento che riconoscono agli altri rappresentanti della specie umana.

La Francia di fronte alle proprie responsabilità

In un comunicato congiunto, Inter-LGBT e ID-Trans omaggiano il lavoro della CNCDH e ricordano che le autorità francesi violano da decenni la protezione della privacy e la dignità - alle quali avrebbero diritto come ogni cittadino - delle persone trans.

Commento. I ministri della Giustizia e dei Diritti delle donne, che avevano congiuntamente sollecitato il parere della CNCDH, dispongono ormai di un quadro metodologico solido per procedere alla revisione di una componente legislativa, amministrativa e procedurale che non fa onore al cosiddetto «paese dei diritti dell'uomo».

La revisione proposta non è solamente necessaria, ma è urgente. I due ministri ne faranno i propri «compiti delle vacanze», si spera – senza crederci molto.

Da notare anche questa interessante inchiesta di NouvelObs.com sulle «transidentità» di ogni tipo: transgender, transessuali, intersessuali, ermafroditi, asessuali.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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