Gay Pride storico a Parigi il 29 giugno 2013

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Gay Pride storico a Parigi il 29 giugno 2013

(Blogmensgo, 5 luglio 2013) Il Gay Pride ha invaso le vie di Parigi sabato 29 giugno 2013. O, piuttosto, la marcia dell'Orgoglio LGBT, secondo la fraseologia ufficiale. In un contesto storico a più livelli.

La lotta non è ancora finita. ©Morgane Weissenbacher.

La lotta non è ancora finita. ©Morgane Weissenbacher.

Storico è stato l’itinerario carico di storia – da Montparnasse alle 14.00 a Piazza della Bastiglia alle 16.00 – che ha coinvolto le 73 organizzazioni ufficialmente accreditate.

Corteo etero-friendly

Storico è stato il corteo 2013, il primo a sfilare nell'era del «matrimonio per tutti». Nella speranza che gli etero fossero ancora più numerosi che in passato a voler spontaneamente aggiungersi alla festa!

Storica è stata la parola d'ordine rivendicativa del 2013 : «Diritti LGBT: andiamo fino in fondo all'uguaglianza.»
Certo, la Francia ha aperto il matrimonio e l'adozione a tutte le coppie. Ma la legge francese è declinata da una decina di eccezioni corrispondenti ai Paesi che proibiscono il matrimonio tra persone dello stesso sesso e hanno firmato un accordo bilaterale con la Francia, ove la legge - omofoba - del paese d'origine rimane applicabile anche in Francia. Se vuoi sposare un idraulico polacco, devi prima chiedergli di cambiare nazionalità!

La lotta continua

Storica è diventata la lotta verso l'apertura più sistematica dei diritti a favore della comunità omosessuale, bisessuale e trans. A proposito, per esempio, della procreazione assistita e dell'accompagnamento delle persone trans, delle madri surrogate e delle sanzioni di atti o comportamenti omofobi.

Storico potrebbe essere presto il percorso giudiziario nei casi di omofobia. Supponiamo che un ragazzetto commetta un'aggressione nei confronti di gay o lesbiche. Per semplificare, chiamiamolo Nicola.

Cure psichiatriche per gli omofobi

Supponiamo che il piccolo Nicola finisca davanti ad un giudice che lo condanni al carcere. Bene, O piuttosto, male. La prigione non risolverebbe niente e, anzi, rischierebbe di trasformare questo giovane in un vero delinquente. Sarebbe meglio risolvere il problema alla radice, agendo sull'omofobia del giovane. Poiché l'omofobia, come ogni malattia, necessita di una cura. Chiediamo che la giustizia condanni, in caso di comportamenti o delitti omofobi, all'obbligo di cure psichiatriche. Il giorno in cui avverrebbe, la giustizia acquisirebbe maggiore equità e discernimento.

L’obbligo di cure psichiatriche inflitte agli omofobi non ha niente di aneddotico. In caso, sarebbe in grado di facilitare una vera e propria presa di coscienza nella popolazione francese - che per il momento, purtroppo, resta decisamente omofoba nei maggiori di 40 anni.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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