La Francia vieterà la vendita del popper

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La Francia vieterà la vendita del popper

(Blogmensgo, 26 giugno 2013)

UPDATE di un articolo di BlogMensGo.fr del 30 giugno 2011.

Quasi tutti i colori dell'arcobaleno... Attenzione, però! Il popper rischia di fartene vedere di tutti i colori. ©Wikipedia.fr.

Quasi tutti i colori dell'arcobaleno... Attenzione, però! Il popper rischia di fartene vedere di tutti i colori. ©Wikipedia.fr.

Il ministero francese della Salute si prepara a far vietare la vendita «dei prodotti che contengono nitriti tali come quelli contenuti nel popper», secondo una decisione resapubblica il 30 giugno 2011 dalla Mission interministérielle de lutte contre la drogue et la toxicomanie. Tale imminente divieto, deciso «in ragione dei rischi di dipendenza o di abuso», deva ancora esseree convalidata attraverso la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

[Update dell'11 luglio 2011. Il divieto è ormai in vigore. La Gazzetta ufficiale del 7 luglio 2011 ha pubblicato un «divieto dal 29 giugno 2011 applicando una parte regolamentazione sugli stupefacenti ai prodotti contenenti dei nitriti», stipulando in tal modo: «L'offerta e la cessione al pubblico di prodotti, ad eccezione dei farmaci, contenenti nitriti sono vietati.»] [Update del 18 giugno 2013. Il divieto del 29 giugno 2011 è stato annullato. Tutti i dettagli alla fine di questo articolo.]

Le autorità francesi si basano su una «proposizione dell'Agenzia francese per la sicurezza dei prodotti sanitari (Afssaps)» e sui risultati, pubblicati il 19 giugno 2011 sul « Baromètre santé 2010 de l’Inpes sur les pratiques d’usage de substances psychoactives par les adultes » (François Beck, Romain Guignard, Jean-Baptiste Richard, Marie-Line Tovar, Stanislas Spilka, Les niveaux d’usage des drogues en France en 2010. Baromètre santé 2010, Tendances, 2011, n° 76, 6 pages).Tale indagine rileva che «il popper vede aumentare la sua diffusione, che è arrivata al 5,3% delle persone tra i 18 ed i 64 anni che ne hanno fatto uso nel corso della propria vita, mentre erano il 3,9 % nel 2005».

E' più precisamentela commercializzazione di alcuni derivati dei nitriti che sarà vietata al pubblico, salvo nel caso di una prescrizione medica. In un lungo e documentato articolo del 22 aprile 2006, Stéphane, redattore di BlogMensGo.fr precisava che il popper esiste sottoforma di «nitrito di amile o di nitrito di butile». Nello stesso articolo ricordava esplicitamente anche le conseguenze gravi e talvolta mortali dell'utilizzo del popper in determinate circostanze.

Le autorità politiche e sanitarie francesi basano, inoltre, la loro decisione sul rischio di «perdita della vista prolungata, ma reversibile» conseguente all'inalazione del popper, rivelata da uno studio dell'ottobre del 2010.

Nel 2009, Il Consiglio di Stato aveva annullato un decreto di divieto della commercializzazione del popper in Francia.

Commento. «Rischi di dipendenza o di abuso»? Nessun dubbio che la Francia presto vieterà il commercio dell'alcool e del tabacco, che fino a prova contraria uccidono molto più del popper!

Di popper, ne ho vendute centinaia di flaconi nell'epoca in cui Viagra o Cialis non esistevano che nei sogni dehli impotenti. E già in quell'epoca lontana non lo vendevo alle persone sofferenti di insufficienza cardiaca o che prendevano stimolanti cardiaci. I rischi legati al popper sono noti da decenni.

Oggi sarebbe megliorafforzare l'obbligo di informazione. Perché vietando la vendita del popper, non si farà altro che spostare il problema - verso l'estero e verso altre sostanze - e gli incidenti conseguenti all'inalazione del popper aumenteranno proporzionalmente alla diminuzione dell'informazione.

[Update del 18 giugno 2013. Il Consiglio di Stato, il 3 giugno 2013, ha annullato la sentenza del 29 giugno 2011 che vietava la vendita di prodotti come il popper «Contenenti nitriti».

Decisione del Consiglio di Stato

La Corte Suprema ha scelto, su domanda di numerosi referenti, tra cui il Sindacato nazionale delle aziende gay (Sneg), di annullare l'ordinanza per «eccesso di potere».

Tra le sue considerazioni, il Consiglio di Stato ha stimato che il «rischio di dipendenza farmacologica o di abuso» invocato dall'ordinanza del 29 giugno 2011 in confronto agli articoli R. 5132-87 e R. 5132-97 del codice della sanità pubblica non sono stati stabiliti da alcuno studio scientifico o indagine presentata all'istruttoria. Contrariamente agli stupefacenti coperti dalla sentenza del 29 giugno 2011, precisa il Consiglio di Stato, «i prodotti contenenti nitriti hanno una debole tossicità nelle dosi inalate abitualmente».

Questi sono i principali motivi chehanno portato il Consiglio di Stato ad annullare l'ordinanza del 2011 condannando lo Stato al risarcimento danni.
Gli stessi richiedentiavevano già fatto annullare un decreto simile, quello del 20 novembre 2007, con una decisione del 15 maggio 2009 presa in Consiglio di Stato.

Commento. La regolamentazione specifica del popper, in particolare a scopo di divieto, sono tra gli argomenti preferiti dai legislatori. Vengono regolarmente promulgate, poi attaccate, poi annullate. Per ben due volte negli anni 2000, ma anche negli anni '90.
Mi sembra di ricordare che negli anni '80 (verso il 1985 o il 1986) il governo aveva considerato anche di tassare al 50% (al posto di una tassa maggiorata al 33%) ogni prodotto venduto nei sexy-shop, compreso il popper. Non ricordo se tale legge è poi stata promulgata (penso proprio di no, per mancanza di rispetto del principio di eguaglianza).

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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  1. […] [Update del 30 giugno del 2001. La France vuole nuovamente vietare la vendita del popper, dopo aver già tentato di farlo due anni prima. Confronta questo articolo.] […]

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