L’omosessualità meglio accettata nei Paesi ricchi e laici

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L’omosessualità meglio accettata nei Paesi ricchi e laici

(Blogmensgo, 18 giugno 2013) L’ONG americana Pew Research Center ha pubblicato, il 4 giugno 2013, uno studio che mostra che l'accettazione dell'omosessualità nel mondo dipende soprattutto dal livello di laicità e di ricchezza dei Paesi. Il livello di accettazione si è poco evoluto dal 2007; è in Corea del Sud che è più aumentato, ed in Francia che è più diminuito.

Accettazione mondiale dell'omosessualità: studio HTML | PDF

Denaro e religiosità, tolleranza ed intolleranza

[N.B. : Pew Research ha anche pubblicato, il 6 giugno 2013, uno studio sulla percezione del matrimonio gay negli Stati Uniti, di cui parlo in un altro articolo.]
Verde è positivo, albicocca non lo è. ©Pew Researcgh Center.

Verde è positivo, albicocca non lo è. ©Pew Researcgh Center.

Che si consideri il livello di accettazione o il livello di rigetto dell'omosessualità, è globalmente nei Paesi più poveri e più pregni di religiosità che viene respinta di più l'omosessualità, e nei Paesi ricchi e meno unanimemente religiosi che viene accettata di più l'omosessualità.

Islam e intolleranza

L’accettazione («l’omosessualità dovrebbe essere accettata dalla società») non arriva al livello del 10% in alcuni Paesi a forte maggioranza musulmana. L'omosessualità non è giudicata socialmente accettabile né nell'Africa del Nord (Egitto, Tunisia), né in Medio Oriente (Giordania, Palestina), né nell'Africa nera (Senegal, Nigeria.

Due Paesi a maggioranza musulmana costituiscono dei casi particolari. In Libano (18% di accettazione), la maggioranza musulmana è reale, ma non schiacciante (60%). In Turchia, il 9% di accettazione (contro il 78% di rifiuto) è probabilmente sottostimato, dato il forte tasso di astenuti (13%).

L’altro sotto-gruppo a forte rifiuto dell'omosessualità è quello dell'Africa nera a dominanza non musulmana. L'omosessualità è accettata da meno del 10% della popolazione (Kenya, Uganda, Ghana), ad eccezione del Sud Africa dove il 32% di accettazione è fortemente in minoranza rispetto al 61% di rifiuto. Il Sud Africa, certo, è il solo Paese africano dove il matrimonio omosessuale è legale, ma è anche un Paese dove le aggressioni ed i comportamenti omofobi sono molto diffusi.

Molti altri Paesi si dividono tra un debole tasso di accettazione ed un forte tasso di rifiuto dell'omosessualità. E' il caso della Russia (16% contro 74%), ma anche del Salvador (34% contro 62%), Cina (21% contro 57%) e Corea del Sud (39% contro 59%).

Unione europea: abbastanza gay-friendly

In linea generale, è nei Paesi dell'Unione europea che l'omosessualità è meglio accettata dalla società. La Spagna (88%) e la Germania (87%) sono decisamente in testa alla classifica. Sono anche i due Paesi in cui il tasso di rifiuto è più basso (11%).

Solamente altri due Paesi, con l'80% a testa, presentano un tasso di accettazione così elevato: la Repubblica Ceca e il Canada. Tale tasso di accettazione è un po' più basso in Francia (77%), Regno Unito (76%) e Italia (74%).

Alcuni paesi, per il momento, si barcamenano tra l'accettazione ed il rifiuto, come la Bolivia (43% contro 49%), la Polonia (42% contro 46%) e Israele (40% contro 47%), avendo un forte tasso di religiosità, cattolica per le prime due ed ebraica per la terza.

Corea del Sud: il grande balzo in avanti

L’evoluzione dell'opinione pubblica nei confronti dell'omosessualità è migliorata in 17 Paesi e peggiorata in altri otto tra il 2007 ed il 2013.  (L'evoluzione non ha potuto essere misurata in una dozzina di Paesi a causa di difficoltà metodologiche.)

E' in Corea del Sud che il tasso di accettazione è aumentato maggiormente (+21 punti). Ma dal 18% del 2007 al 39% del 2013, rimane ancora un forte margine di miglioramento per gli anni a venire.

Il tasso di accettazione è migliorato anche negli Stati Uniti (+11) e in Canada (+10). Eppure l'accettazione non raggiunge che che il 60% negli Stati Uniti, in confronto all'80% del vicino Canada. Ancora peggio, il tasso di rifiuto, basso in Canada (14%), culmina al 33% negli Stati Uniti.

Francia: frigido declino

Il tasso di accettazione è regredito nei tre Paesi dell'Europa Orientale che figurano nello specchietto: Repubblica Ceca (-3 punti), Polonia (-3) e Russia (-4). Questo contribuisce a spiegare il magro punteggio della Polonia e della Russia in materia di accettazione..

La Repubblica Ceca aveva nel 2007 il più forte tasso di accettazione sociale dell'omosessualità, con l'83%, ex æquo con la Francia. Oggi, il Paese di Frigide Barjot e Marine Le Pen presenta un punteggio sicuramente onorevole del 77%, ma in declino di 6 punti in rapporto al 2007. Questa brutta cifra si spiega in parte con il fatto che il sondaggio è stato svolto dal 4 al 16 marzo 2013 in Francia, ossia nel momento stesso in cui la tensione per il dibattito parlamentare sul matrimonio gay era al culmine.

I tre Paesi dell'America Latina dove il confronto tra le cifre è possibile hanno tutti visto il tasso di accettazione progredire tra il 2007 ed il 2013. Un punto guadagnato in Messico (61% di accettazione), due punti in Argentina (74%) e quattro punti in Cile (68%). Il Cattolicesimo è tuttavia onnipresente in questi tre Paesi. Ciò non ha impedito all'Argentina di legalizzare il matrimonio omosessuale nel 2010, a riprova che la religione non è un freno assoluto al progresso sociale, come suggerisce anche l'ottimo punteggio delle Filippine (73%), nonostante la forte religiosità dei filippini.

Le donne ed i bambini prima di tutto!

La religione ed il livello di ricchezza non sono d'altra parte i soli parametri che hanno un forte impatto sull'accettazione o il rifiuto dell'omosessualità. In otto Paesi, la differenza di percezione dell'omosessualità presenta una notevole differenza - da 10 a 17 punti - tra gli uomini e le donne. In particolare nel caso della Francia e degli Stati Uniti, dove la differenza tra i due sessi arriva a 10 punti. La differenza, ancora più accentuata in Paesi come il Giappone ed il Regno Unito (14 punti a testa), culmina rispettivamente a 15 punti ed a 17 punti in Venezuela e in Israele.

E in otto casi su otto, le donne sono più inclini degli uomini a giudicare socialmente accettabile l'omosessualità.

In quasi tutti i Paesi studiati, i minori di 30 anni accettano meglio l'omosessualità dei loro compatrioti più grandi. Ed in tutti questi casi, gli ultra cinquantenni accettano meno l'omosessualità dei loro corrispettivi più giovani.
(Ad eccezione, in quest'ultimo caso, di Egitto, Indonesia, Nigeria e Uganda, vale a dire nei quattro Paesi dove i bassi tassi di accettazione aumentano le differenze potenzialmente attribuibili al margine di errore annunciato.)

A parte i quattro casi dubbi qui sopra, i soli casi dove i 18-29enni sono meno favorevoli all'omosessualità rispetto ai loro compatrioti più anziani corrispondono a Paesi dove il tasso globale di accettazione è già molto alto: Spagna, Germania, Canada e Repubblica Ceca. Un'eccezione (Kenya) è senza dubbio imputabile al margine di errore, l'altra eccezione (Israele) non ha una causa apparente.

Proporzionalmente

Commento. Un tale sondaggio non ha un reale valore se non a titolo indicativo. La diversità dei protocolli di intervista non permette veramente fini comparazioni tra i Paesi, salvo, forse, tra i Paesi più ricchi dove le procedure e gli strumenti statistici sono più omogenei.

Allo stesso modo, non è certo che il sondaggio sia assolutamente pertinente Paese per Paese.  Da una parte sappiamo che la scelta delle domande ed il modo di porle possono avere una notevole incidenza. Porre una domanda come «La società deve accettare/rifiutare l'omosessualità?» oppure come «Pensa che le persone omosessuali siano psichicamente normali/anormali?» non porterà allo stesso tipo di risposte. nel primo caso, la risposta sarà più facilmente conformista (vicino alle norme della società) quando, invece, sarà senza dubbio più personale nel secondo caso. Così potrebbero verosimilmente esserci cifre meno positive nel primo caso nei Paesi in testa alla classifica (in Francia, ad esempio, una significativa minoranza di persone pensa che gli omosessuali siano un po' malati, in una certa maniera) e cifre migliori nei Paesi in coda alla classifica (in quelli dove, personalmente, una piccola minoranza non pensa secondo il modello religioso dominante).

D'altra parte, in alcuni casi, come abbiamo visto per la Francia, l'attualità sociopolitica può fortemente influenzare - in modo più o meno provvisorio - la misura delle cifre.

Infine,il livello di religiosità deve essere preso con la più estrema circospezione. Sappiamo che in alcuni Paesi musulmani o cattolici, chi effettua il sondaggio non si prende la pena di misurare il tasso di ateismo o di agnosticismo, in ragione della pressione religiosa o politica, ma anche del conformismo circostante.

Che se ne dica, lo studio di Pew Research mostra l'ampiezza del lavoro da finire per far evolvere le mentalità. Lo studio mostra anche che le mentalità si evolvono spesso a zig-zag e che una vittoria (o una sconfitta) non è mai acquisita finché non è inconfutabile a lungo termine.

Metodologia. Studio svolto, tra il 2 marzo ed il 1o maggio 2013, su 37 653 persone ripartite in 39 Paesi.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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  1. […] [N.B. : L’ONG americana Pew Research ha anche pubblicato, il4 giugno 2013, un sondaggio sull'accettazione dell'omosessualità nel mondo, di cui parlo  in un altro articolo.] […]

  2. […] avrete potuto leggere recentemente (cfr. il nostro articolo del 18 giugno 2013), il tasso di accettazione dell’omosessualità in Corea del Sud è passato dal 18% del 2007 […]

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