La Chiesa scozzese accetta l’ordinazione di omosessuali

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La Chiesa scozzese accetta l’ordinazione di omosessuali

(Blogmensgo, 24 maggio 2013) La Chiesa presbiteriana di Scozia, riunita il 20 maggio 2013 in assemblea generale annuale, si è pronunciata con 340 voti contro 282 in favore dell'ordinazione di gay e lesbiche. L'entrata in vigore e le modalità del testo saranno definite dall'assemblea generale del 2014.

La Chiesa scozzese non è sponsorizzata né da H&M né da Zara. ©Church of Scotland.

La Chiesa scozzese non è sponsorizzata né da H&M né da Zara. ©Church of Scotland.

Nel 2011, la stessa assemblea generale aveva dichiarato una moratoria sulle ordinazioni di ministri di culto omosessuali, pur tuttavia accettando i ministri apertamente gay o lesbiche nominate prima del 2009.

La mozione adottata nel 2013 afferma che l'omosessualità è allo stesso tempo conforme e contraria alla dottrina della Chiesa, e che ogni comunità (consiglio parrocchiale) sarà di conseguenza libero di accettarla o rifiutarla.

Tutto e il contrario di tutto

Di fatto, la mozione adottata afferma che l'omosessualità è contraria alla «dottrina storica ed attuale della Chiesa ed alle sue pratiche», ma essa «autorizza i consigli parrocchiali che intendono smarcarsi da tale dottrina e da tale pratica a farlo».

Tale mozione è stata preferita alle altre tre mozioni in lizza, che proponevano rispettivamente di rifiutare l'ordinazione di ministri di culto omosessuali,di accettare la loro ordinazione, oppure di accettare l'ordinazione di gay e lesbiche autorizzando comunque alcune comunità a rifiutare ogni ordinazione di omosessuali.

Un solo pastore apertamente gay in Scozia

Scott Rennie è attualmente il solo ministro di culto apertamente omosessuale tra le file della Chiesa scozzese. Egli saluta questo «compromesso che arriva dall'ala tradizionalista della Chiesa» per lo spazio che apre ai ministri di culto gay e lesbiche.

Commento. Questi coraggiosi pastori scozzesi sono pregni della dottrina gesuita. Anche questa decisione è riuscita a dare un colpo al cerchio ed un colpo alla botte, soddisfacendo allo stesso tempo gli omofobi e gli omosessuali.

Altra prova d marchio gesuita si può trovare nel Libro blu 2013 dell'assemblea generale (PDF, cfr. pag 20). Vi si «riafferma l'opinione dell'assemblea generale del 2011 secondo la quale l'omofobia è un peccato, affermando tuttavia che non è omofoba l'espressione di un'opinione per cui gli atti omosessuali sono contrari alla volontà rivelata da Dio». E che «si riconosce che l'orientamento omosessuale, in sé, non è un ostacolo alle responsabilità nella Chiesa, compresi il ministero del Verbo e della comunione, il diaconato e l'anzianità».

Bisognerà quindi accontentarsi di questa assemblea generale? Accontentarsi del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Il bicchiere presbiteriano, secondo me, è per tre quarti vuoto. Rivela un tira  e molla che consiste nel dire che l'omosessualità non è accettabile tranne che per coloro che la considerano tale.

Insomma, ci vorrà molto di più per convertirmi. :P

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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