Le città francesi più/meno omofobe sono…

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Le città francesi più/meno omofobe sono…

(Blogmensgo, 19 aprile 2013) Parigi e Amiens si aggiudicano alla pari il punteggio più alto dell'Idahomètre 2013, «classifica delle città [francesi] contro l'omofobia»pubblicato il 10 aprile 2013 da Comité Idaho France e République et Diversité. Su 50 città prese in considerazione, non meno di 27 ottengono un brutto voto (in rosso) o addirittura orribile (in nero), con Boulogne-Billancourt e Courbevoie ultime classificate.

Idahomètre : Introduzione | Classifica (in PDF)

©Idahofrance.org

©Idahofrance.org

Le due associazioni presiedute da Louis-Georges Tin hanno stabilito le loro classifiche alla maniera delle agenzie di rating. I criteri considerati sono le azioni relative alle tematiche LGBT, le celebrazioni di unioni civili in Comune, l'attivismo omofobo del sindaco, l'implicazione della municipalità al suo interno o nei confronti delle amministrazioni, ecc. La classifica è basata, su 100 punti, su una tripla inchiesta tramite questionari alle città ed alle associazioni locali, ricerca sul campo e ricerca online.

Nessuna città ha ottenuto il punteggio massimo di tripla A in base al suo «contributo alla lotta contro l'omofobia» nel 2012.

Solamente quattro città hanno ottenuto una valutazione molto positiva (in verde): A+ per Parigi e Amiens, A- per Nancy (3a) e Toulouse (4a).

A metà classifica, da B+ a C-, troviamo città come Nantes (6a) e Grenoble (8a) in giallo, Lione (16a) e Lille (17a) in arancione.

Il lungo elenco di città in rosso, da D+ a D-, include città sovente presenti nella cronaca, ad esempio Marsiglia (23a) e Saint-Denis de la Réunion (33a).

Infine,il giudizio E- va ad otto città segnalate in nero: Orléans (città dei miei genitori, che non hanno mai fatto niente per la comunità, per essere eufemistici), Avignone e Aix-en-Provence alla 43a posizione pari merito, davanti a Mulhouse e Toulon in 46a posizione, poi Nîmes solamente 48a ed infine, fanalini di coda alla pari al 49o posto, Boulogne-Billancourt e Courbevoie.

Per il bene di tutte queste città, ma anche di quelle che non appaiono nella classifica, le due associazioni hanno redatto la prima Guida delle buone maniere contro l'omofobia, a disposizione dei sindaci di Francia.

Commento. La classifica delle cinquanta più grandi città di Francia in materia di lotta contro l'omofobia è stata stilata da una giuria presieduta da Louis-Georges Tin, che non ha bisogno di presentazioni. Giuria ineccepibile per quanto riguarda la sua composizione. Gli altri cinque membri della giuria sono, in ordine alfabetico:

  1. L’ex ministro Roselyne Bachelot-Narquin, che fu anche l'unica deputata di destra a militare attivamente per i PACS;
  2. Lo scrittore e ricercatore Frédéric Martel, autore del recente libro  Global Gay, Comment la Révolution gay change le monde (Flammarion), che ho in versi0ne digitale e di cui parlerò qui non appena avrò il tempo di leggerlo; ma da una rapida occhiata sembra molto interessante e ben documentato;
  3. L’avvocato Caroline Mécary, di cui si parla anche qui per le notizie di attualità;
  4. Il presidente e fondatore dell'associazione Le Refuge (di cui si parla qui), Nicolas Noguier;
  5. Lo storico Florence Tamagne, Specializzato in tematiche legate al genere e all'omosessualità.

Sarebbe interessante indicare, per ogni città, se il sindaco è una persona appartenente alla comunità LGBT. Ciò non vuol dire che i sindaci gay non potrebbero rientrare nella parte nera della lista.

Non è per fare i ruffiani, ma l'idea di Louis-Georges Tinè eccellente. C'è da stupirsi, anzi, che non sia mai stata pubblicata in Francia una classifica di questo tipo e con questi criteri da parte delle associazioni e degli attivisti locali eletti.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

0 Risposta

  1. […] di BlogMensGo.fr del 20 marzo 2012) che si è recentemente aggiudicata su scala nazionale(cfr. il nostro articolo del 19 aprile 2013) ed alla quale questa donna, sindaco gay-friendly, ha sicuramente […]

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