In Francia, omofobia e lessicografia fanno del matrimonio un caso di divorzio

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In Francia, omofobia e lessicografia fanno del matrimonio un caso di divorzio

(Blogmensgo, 11 aprile 2013) Due deputati dell'UMP (destra), Hervé Mariton e Laurent Wauquiez, tuonano contro il Petit Larousse la cui edizione del 2014 fornisce del matrimonio una definizione friendly. Il secondo grida allo scandalo, il primo invita al boicottaggio. I due uomini sono feroci oppositori del matrimonio omosessuale.

 

Per Larousse, ci amiamo tutti. ©DR.

Per Larousse, ci amiamo tutti. ©DR.

Un Petit Larousse più friendly

L’edizione 2014 del Petit Larousse uscirà nel giugno 2013 definendo il matrimonio un «atto solenne attraverso il quale due persone di sesso differente, o dello stesso sesso, stabiliscono tra loro un'unione in cui le condizioni, gli effetti e la dissoluzione sono regolate dalle disposizioni giuridiche in vigore nel loro Paese».

Il Petit Larousse 2013 (pubblicato nel giugno 2012), che ho sotto gli occhi, definiva il matrimonio come un «atto solenne attraverso il quale un uomo ed una donna stabiliscono tra loro un'unione in cui le condizioni, gli effetti e la dissoluzione sono regolate dalle disposizioni giuridiche in vigore nel loro Paese (in Francia, attraverso il Codice Civile), dalle leggi religiose o dai costumi». Qui era precisato, alla fine dell'articolo: «Matrimonio omosessuale, unione di due persone dello stesso sesso.»

Nell'edizione online, Larousse fornisce già questa definizione del matrimonio (URL forse provvisorio):

«Atto solenne attraverso il quale un uomo ed una donna (o, in alcuni Paesi, due persone dello stesso sesso) stabiliscono tra loro un'unione le cui condizioni, effetti e dissoluzione sono regolati dal Codice Civile (matrimonio civile) o dalle leggi religiose (matrimonio religioso)

Mariton e Wauquiez, o il Matrimonio impossibile

Il 9 aprile, Hervé Mariton incita al «boicottaggio» del «Larousse [che] decide di anticipare sul voto del progetto di legge sull'apertura del matrimonio alle coppie di persone dello stesso sesso includendo da adesso questo ipotetico cambiamento nella prossima edizione del dizionario». Nello stesso momento, il Senato approvava il primo articolo del progetto di legge sul «matrimonio per tutti».

Il 10 aprile, Laurent Wauquiez esprimeva i propri sentimenti: «Sono un parlamentare, ho un minimo di fiducia nel lavoro che faccio, non trovo normale che Larousse ci passi sopra [...], non mi piace molto che un dizionario consideri che tutto ciò non conti niente».

L’Accademia rimane celibe

Per la cronaca, il matrimonio definito nel 2011 nell'ultima edizione del Dictionnaire de l’Académie francese non fa riferimento alle unioni omosessuali e la prestigiosa istituzione ha come principio di non cambiare mai, nella versione online, le definizioni della versione stampata.

[qui di seguito, il commento.]

Problemi tra la concezione e l'espressione

Liberiamoci subito di un epifenomeno. Il normalista Laurent Wauquiez non fa onore alla lingua francese né all'École normale supérieure utilizzando una sintassi dinoccolata. Ed il tecnico Hervé Mariton rende, con la sua dichiarazione amministrativo-militante, l'immagine di un uomo molto compromesso.

L’argomentazione comune tra Mariton e Wauquier equivale a dire che i dizionari devono conformare le proprie definizioni alle leggi del Parlamento. Che cosa avrebbero detto, allora, della casa editrice dei Dizionari Le Robert? Nella mia edizione elettronica del Petit Robert 2011, il matrimonio è definito come «unione legittima di due persone nelle condizioni previste dalla legge». Mentre il Grand Robert evocava un decennio prima «l'unione legittima di un uomo ed una donna» (la seconda edizione in versione elettronica, datata 2009, mi sembra corrisponda all'edizione cartacea del 2001, che ho venduto e, quindi, non ho più a portata di mano).

Le leggi del Parlamento e quelle della lingua

Di fatto, i dizionari non hanno l'abitudine di prendere le proprie definizioni dal Parlamento, di qualunque nazionalità siano. Lo stesso Parlamento non può imporre l'utilizzo di una parola o di un'espressione che alle amministrazioni, al personale ed alla documentazione rivolta all'autorità pubblica. Allo stesso modo, amministrazioni ed aziende private non sono obbligati ad impiegare la «terminologia ufficiale» che i funzionari sono tenuti ad utilizzare nel quadro dei loro compiti.

Forse Mariton e Wauquiez, parlamentari e quindi fini conoscitori degli arcani amministrativi, non lo sapevano. Se ignorano un precetto così elementare, possiamo presumere che questi due brillanti cervelli siano incompetenti o in malafede.

Dizionario prescrittivo o descrittivo, tutti per il matrimonio gay !

Si noti, inoltre, che Larousse e Le Robert pubblicano dizionari di lingua francese e non dizionari il cui lessico si rivolge alla dolce Francia. Lingua francese? Quella/e di Belgio, Svizzera, Québec, Africa, Oceania, che il Parlamento francese non ha nessun mandato per regolamentare. Quella della Francia, anche, in città come in dipartimenti e territori francesi fuori dalla Francia continentale, che i colleghi di Mariton e Wauquiez non hanno diritto di regolamentare, al di fuori del linguaggio amministrativo menzionato prima.

I due cantori - per un attimo sono stato tentato di scrivere cancri - di un matrimonio vietato a froci e lesbiche ignorano senza dubbio anche le differenze significative tra dizionari, a vedere dalle scelte filologiche ed editoriali specifiche dei loro progettisti. Il molto normal(ista) Wauquiez sembra non conoscere o far finta di ignorare, supponendo che abbia la competenza per fingere di ignorare. Quindi, dicevo, c'è tutta la differenza tra un dizionario sia normativo che prescrittivo come il Petit Larousse ed un dizionario altrettanto descrittivo come il Petit Robert. La scelta del corpus contribuisce a mantenere tale differenza, col Petit Robert che si attiene volentieri a fonti scritte ed orali tra le più popolari. Se i due pesi massimi della lessicografia hanno mitigato le loro rispettive concezioni nel corso dei decenni, sembra che quello più giovane abbia anni di anticipo sul suo predecessore in materia di registrazione delle evoluzioni sociali.

Tutto questo per dire che le affermazioni di Hervé Mariton e di Laurent Wauquiez, carenti di argomentazioni valide e di buona fede, tendono ad impregnare i propri discorsi con la farsa più grossolane ed ad inserire i propri versi nel repertorio dell'odio più abietto.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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