Efficacia del preservativo e sesso anale

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Efficacia del preservativo e sesso anale

(Blogmensgo, 5 aprile 2013) Il Centro americano per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) ha presentato, il 4 marzo 2013, uno studio che conclude che i gay che praticano il sesso anale col preservativo hanno il 70% di possibilità in più di evitare una contaminazione da HIV in proporzione a quelli che non utilizzano mai il profilattico o che lo utilizzano occasionalmente.

Ricordatevi sempre il preservativo! ©CDC.org.

Ricordatevi sempre il preservativo! ©CDC.org.

La cifra del 70% non è, infatti, che una media. Si basa su due studi separati, con un tasso dell'86& in un caso e del 60% nell'altro. Nei due casi, si tratta non tanto di risultati di esami psicologici, ma di una compilazione di risultati dichiarativi. In totale, circa 3490 gay sono stati consultati negli Stati Uniti per tre o quattro anni, tutti dichiaratisi sieronegativi all'inizio di tale periodo. La sintesi dello studio non faceva distinzione tra penetrazione anale attiva o passiva.

Il tasso medio del 70% nel 2012 è all'incirca lo stesso di quello di uno studio similare del 1989.

Il bollettino di marzo 2013 pubblicato da NAM, che ho utilizzato come fonte per questo articolo (FR | EN | ES), si occupa in un altro articolo della carica virale dei sieropositivi sotto trattamento antiretrovirale, comparando la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti (cifre del 2012).

Due studi, uno francese ed uno britannico, concludono che i sieropositivi francesi ed inglesi sotto antiretrovirali hanno una carica virale trascurabile (inferiore a 50 copie/ml) rispettivamente nel52% e 53% dei casi. In compenso, il CDC stima che solamente il 25% circa dei sieropositivi statunitensi hanno una carica virale trascurabile.

Commento. Attenzione, il testo qui sopra non è che un riassunto frammentario. Lungi da me l'idea di farne un'opera scientifica, non ne ho né il luogo, né il tempo, né soprattutto le competenze.

Il confronto di tutte queste cifre mi lascia una tripla considerazione. Per prima cosa, la profilassi americana sembra meno efficace della profilassi dell'Europa occidentale; il fatto che le cifr5e del 2012 non siano migliorate rispetto a quelle del 1989 mi sembra fortemente preoccupante. Quindi, il flusso metodologico e la debolezza dei risultati ottenuti potrebbero avere origine dalle leggendarie pruderie degli americani. Infine, in entrambe del coste dell'Atlantico, rimane ancora molto da fare per arginare la pandemia in modo efficace.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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