La Federcalcio tedesca prepara il coming out dei calciatori tedeschi

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La Federcalcio tedesca prepara il coming out dei calciatori tedeschi

(Blogmensgo, 15 marzo 2013) Nel corso di marzo 2013 la Federazione tedesca di calcio (DFB) dovrà pubblicare un memorandum sull'omosessualità nel calcio. Si tratta di aiutare l'insieme delle squadre maschili e femminili di calcio, professionali o amatoriali - e soprattutto nel calcio maschile, compreso quello ad alto livello - a sostenere ed accompagnare i giocatori che faranno il proprio coming out.

Theo Zwanziger avrà discusso di omosessualità con delle calciatrici, ma non con dei calciatori. ©DFB.de/DR.

Theo Zwanziger avrà discusso di omosessualità con delle calciatrici, ma non con dei calciatori. ©DFB.de/DR.

Nessun giocatore tedesco di alto livello ha ancora fatto coming out. Eppure l'omosessualità esiste nel calcio tedesco come altrove, poiché la sociologa Tatjana Eggeling, membro della commissione che ha elaborato il memorandum della DFB, è anche consulente per i calciatori gay.

Il memorandum sull'omosessualità nel calcio era uno dei progetti cari a Theo Zwanziger, presidente della DFB fino al 2012, che si è spesso pronunciato (come in questo caso) a favore di un coming out calcistico su vasta scala. La posizione di Zwanziger ha il sostegno di giocatori del calibro di Manuel Neuer (cfr. l'articolo di BlogMensGo.fr del 9 febbraio 2011), mentre Philip Lahm, suo collega della Nationalmannschaft, sconsiglia ogni coming out poiché sarebbe il modo più sicuro per rovinarsi la carriera (cfr. l'articolo di BlogMensGo.fr del 30 agosto 2011).

Bisogna intendere la parola rovinarsi in due sensi. Nel senso finanziario agenti, sponsor e club non hanno nessuna voglia di veder evaporare il valore di mercato dei loro puledri omosessuali. Nel senso psicologico, nessuno ha dimenticato il nome di Justin Fashanu (cfr. l'articolo di BlogMensGo.fr del 12 marzo 2009), che dopo il coming out fu vittima di una campagna omofoba e si suicidò. Questo nome, quindici anni più tardi, rimane quello dell'unico giocatore professionale di livello internazionale ad aver fatto coming out nel corso della carriera. [Parlo di giocatori ad alto livello, non di giocatori di serie inferiori o di oscuri campionati.]

Eventuali coming out di calciatori tedeschi non escono quindi dalla sfera familiare o intima. Oppure lo fanno mantenendo l'anonimato, come il giocatore del Bundesliga (il campionato tedesco) che ha rivelato la propria omosessualità ad un magazine giovanile a settembre 2012, ma vietando che la propria identità fosse rivelata.

In tutti i Paesi, tuttavia, le calciatrici che giocano nella nazionale hanno già fatto il proprio coming out. In Germania come altrove. Esistono anche, in questo Paese, delle associazioni di supporters LGBT. Gli Herta-Junxx, per esempio, che tifano per l'Herta BSC Berlin. Gay e lesbiche hanno creato associazioni in onore di altre squadre prestigiose, come il Bayern Monaco ed il Borussia Dortmund.

Ma tra i grandi calciatori professionisti tedeschi, nessuno è ancora uscito allo scoperto. Nessuno.

Commento. E se un calciatore tedesco di calibro internazionale fosse il primo al mondo a fare il proprio coming out? Sarebbe fantastico per due ottimi motivi: perché sarebbe una prima mondiale e perché nella nazionale tedesca non mancano certo giocatori giovani e belli.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

0 Risposta

  1. […] Va in altro modo in altri Paesi. Nel dicembre 2012, ad esempio, un club svedese non ha esitato a licenziare tutti i propri giocatori per omofobia attiva (fonte). In Germania,le autorità ufficiali stanno preparando il terreno per i giocatori che vorranno fare coming out (cfr. il nostro articolo del 15 marzo 2013). […]

  2. […] di brio. Anche se la Federcalcio tedesca ha compiuto lodevoli sforzi per dissodare il terreno (cfr. il nostro articolo del 15 marzo 2013), non si può non constatare che l’omosessualità rimane il grande tabù del calcio […]

  3. […] La sua pubblicazione sembra, tuttavia, aver subito un ritardo di quattro mesi (cfr. il nostro articolo del 15 marzo 2013). […]

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