La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo condanna l’Austria per ostacolo all’omogenitorialità

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La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo condanna l’Austria per ostacolo all’omogenitorialità

(Blogmensgo, 25 febbraio 2013) La Corte europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), con una sentenza del 19 febbraio 2013, ha condannato l'Austria per discriminazione omofoba nel caso di un' «adozione co-genitoriale» rifiutatata ad una coppia di lesbiche.

©Council of Europe/Ellen Wuibaux.

©Council of Europe/Ellen Wuibaux.

La sentenza del 19 febbraio: formato scritto | formato audio

Le richiedenti hanno oggi 45 anni e vivono in coppia stabile. Una (la compagna) desidera diventare co-genitrice del figlio nato nel 1995 dalla sua partner (la madre). Le due donne hanno fatto richiesta nel 2005 dell'adozione co-genitoriale per la compagna. Il loro dossier dimostra che le due donne si occupano congiuntamente del bambino e segnala che l'adozione co-genitoriale è autorizzata in Austria per le coppie eterosessuali non sposate. Dopo essere stato respinto da diversi giudici austriaci, le due donne hanno presentato il loro caso al CEDU nel 2007.

Il governo austriaco ha commesso una «disparità di trattamento [...] fondata sull'orientamento sessuale delle richiedenti», ha giudicato la CEDU, precisando che non sono state «fornite ragioni valide volte a stabilire che la differenza di trattamento fosse necessaria per la preservazione della famiglia o la protezione dell'interesse del minore».

La camera superiore della Corte Europea motiva la sua sentenza ricordando che non obbliga «gli Stati ad estendere l'adozione co-genitoriale alle coppie non sposate». Inoltre, precisa la sentenza, alcuni Paesi, come la Francia, hanno tutto il diritto di negare l'adozione co-genitoriale alle coppie omosessuali, poiché è ugualmente negata alle coppie eterosessuali. Infine, la Convenzione europea dei diritti dell'uomo «non impone agli stati membri di allargare il matrimonio alle coppie omosessuali».

La Corte non ha quindi motivato la sentenza comparando le coppie omosessuali non sposate con le coppie sposate, ma comparandole con le coppie eterosessuali non sposate. In Austria, la legislazione considera che i due genitori sono di sesso opposto, ma il governo austriaco ha riconosciuto che «le coppie omosessuali e le coppie eterosessuali sono in teoria ugualmente adette o inadatte all'adozione in generale, e all'adozione co-genitoriale in particolare».

L’Austria dovrà quindipagare alla famiglia richiedente 10 000 euro per danni morali e 28 420 euro per le spese legali.

    

Sempre il 19 febbraio 2013, in Germania, la Corte costituzionale di Karlsruheha giudicato discriminatoria l'impossibilità giuridica, nel caso di una coppia omosessuale, di far adottare ad un coniuge il bambino già adottato dall'altro coniuge. La Germania, dove il matrimonio omosessuale non esiste, autorizza in compenso tale adozione nel caso di coppie sposate, quindi forzatamente eterossessuali.

La Corte suprema tedesca era stata interpellata da una coppia gay in cui un padre aveva adottato un bambino in Romania e da una coppia lesbica in cui una madre aveva adottato un bambino in Bulgaria.

La Corte suprema ha giudicato tale discriminazione contraria alla Costituzione. E ciò, «nell'interesse dei minori».

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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