L’India vieta il ricorso alle madri surrogate per i gay stranieri

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L’India vieta il ricorso alle madri surrogate per i gay stranieri

(Blogmensgo, 29 gennaio 2013) I single e le coppie omosessuali straniere non hanno più il diritto di ricorrere ad una madre surrogata in India. Questo è ciò che ha deciso il ministero degli interni indiano con una circolare emanata nel luglio del 2012, trasmessa alle ambasciate straniere il 17 dicembre 2012 e resa nota al pubblico il 18 gennaio 2013 da questo articolo del Times of India.

Il Ministro degli Interni (qui nel 2010) è sposato da 40 anni, quindi le madri surrogate non gli interessano molto… ©DR.

Il Ministro degli Interni (qui nel 2010) è sposato da 40 anni, quindi le madri surrogate non gli interessano molto… ©DR.

La nuova normativa (circolare non datata, qui in PDF) stabilisce che le sole coppie straniere autorizzate a beneficiare del servizio di una madre surrogata indiana devono essere formate da «un uomo e una donna stranieri legalmente sposati da almeno due anni».

Perché obbligatoriamente una coppia uomo-donna? Secondo il Times of India, è perché il ministero degli interni indiano si basa sulle norma del Consiglio indiano della ricerca medica (ICMR). La normativa dell'ICMR riconosce il matrimonio esclusivamente come l'unione di un uomo ed una donna.

La nuova circolare impone altri drastici vincoli. Le coppie straniere che desiderano ricorrere ad una madre surrogata indiana devono fornire, insieme alla loro domanda di visto, una lettera della loro ambasciata in India o del loro Ministero degli esteri attestante che la maternità surrogata è legale nel proprio paese. Allo stesso tempo devono firmare un atto notarile con la futura madre portatrice ed eseguire l'eventuale procreazione medicalmente assistita in una clinica approvata dall'ICMR.

Dal momento che il soggiorno sul territorio nazionale mira a trovare una madre surrogata, l'India esige adesso un visto medico e non più un visto turistico (il quale non è rilasciato che nel caso di un viaggio per ricercare un'eventuale madre surrogata). La coppia dovrà, prima di lasciare il Paese, provare che hanno adempiuto agli obblighi nei confronti della madre surrogata e, naturalmente, del bambino nato o nascituro. Infine, dovranno provare che tale bambino sarà autorizzato ad entrare nel proprio Paese.

Commento. A meno che non abbia sbagliato documento. la circolare in PDF menzionata qui sopra non cita il caso dei single. Forse tale caso sarà l'oggetto di una circolare specifica.

La nuova circolare mira ufficialmente a mettere un po' d'ordine, di dignità e di profilassi nella maternità surrogata, nella procreazione assistita e nella fecondazione in vitro in India. Questo Paese ne era specializzato, ma nell'anarchia più assoluta. Tutte queste specializzazioni sono raggruppate in India sotto l'etichetta PMA (procreazione medicalmente assistita, oppure ART in inglese). Non esistono statistiche specifiche sulla maternità surrogata in India, ma la PMA in senso largo ha realizzato nel 2011 una cifra d'affari annuale di circa 25 miliardi di rupie, ossia 344 milioni di euro (fonte).

Quanto al divieto della maternità surrogata per le coppie omosessuali straniere, si inserisce bene nel balletto indiano sulla legalità dell'omosessualità, che dura da anni e che in hindi, gujarati ed inglese potremmo canticchiare muovendoci «due passi in avanti e uno indietro».

Cosa farà il Ministro degli interni, Sushilkumar Shinde, adesso che la questione è venuta fuori sui media? Si farà onore ampliando la portata dei potenziali richiedenti alle coppie omosessuali? Potremmo suggerirglielo direttamente inviando una mail al suo indirizzo e-mail personale indicato su questa pagina.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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