Leggendo Marguerite Duras

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Leggendo Marguerite Duras

(Blogmensgo, 10 gennaio 2013) La pubblicazione - per la prima volta in francese - dei colloqui tra Marguerite Duras e la giornalista italiana Leopoldina Pallotta della Torre mostra che la scrittrice francese aveva una concezione poco gratificante dell'omosessualità.

Duras, non proprio una margherita. ©Seuil.com

Duras, non proprio una margherita. ©Seuil.com

La passion suspendue è il titolo della raccolta postuma di interviste che le edizioni Seuil hanno pubblicato il 3 gennaio 2013. Marguerite Duras assimila l'omosessualità con la morte. «L’impossibilità della procreazione stessa, del resto, avvicina molto l'omosessualità alla morte.» Morte della specie o morte dell'individuo? L'estratto, menzionato nel breve articolo che mi è servito da fonte, non permette di capirlo.

Nelle interviste raccolte un quarto di secolo fa (dal 1987 al 1989), Duras segnala che manca «all'amore tra simili quella dimensione mitica ed universale che non appartiene che ai sessi opposti». Lo scrittore omosessuale, quasi suo contemporaneo, Roland Barthes (nato nel 1915, un anno dopo la Duras) viene trattato come una matricola. «non posso considerare Roland Barthes come un grande scrittore: qualcosa lo ha sempre limitato, come se gli fosse sempre mancata l'esperienza più antica della vita, la conoscenza sessuale di una donna.»

Nella sua tesi su Marguerite Duras (qui in PDF), Hamida Drissi cita un'intervista alla Duras de Le magazine littéraire, ove la scrittrice diceva già che «l'omosessualità forse è la morte», riferendosi al suo libro La maladie de la mort dove una donna intreccia – souvenir autobiografico – una relazione con un omosessuale che non prova desiderio per lei.

Per saperne di più:
La passion suspendue – Entretiens avec Leopoldina Pallotta della Torre. Paris, 2013, Éditions du Seuil, 17 € (version cartacea) o 11,99 € (digitale).
[Aggiornamento del 9 gennaio 2013. Quest'articolo menziona qualche sciocchezza supplementare proferita da una Marguerite oggi molto sbiadita.]

Commento. Il cosiddetto stile geniale di Marguerite Duras ha più del tic della scrittura che del talento dello scrittore. Lo pensavo prima di questa raccolta di interviste e non credo di cambiare idea prima di qualche lustro.

La Duras ha sicuramente scritto qualche opera deliziosa (a partire da Le marin de Gibraltar), ma la maggior parte delle sue opere, in particolare le più famose (iniziando da L’amant), sono degli esercizi creativi più che degli autentici capolavori.

E quello che dice sull'omosessualità? Squallido, decisamente squallido.
Lo scrivo senza astio nei confronti dell'eterosessualità, che non considero più anormale dell'omosessualità. :D

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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