L’associazione francese “Il Rifugio” ha triplicato le richieste di aiuto nel 2012

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L’associazione francese “Il Rifugio” ha triplicato le richieste di aiuto nel 2012

(Blogmensgo, 8 gennaio 2013) La helpline nazionale dell'associazione francese Le Refuge (Il Rifugio), ha ricevuto 434 chiamate nel 2012 contro le 146 del 2011. Il Rifugio, che mira ad aiutare i giovani gay e le giovani lesbiche in rottura con la famiglia, stima, secondo il presidente Nicolas Noguier, che la triplicazione delle chiamate è imputabile ad «un'omofobia che era già latente nella società» francese.

Le Refuge : sito web | pagina Facebook

Il numero di chiamate è fortemente aumentato dal novembre 2012, quando è iniziato il dibattito sul matrimonio per tutti in Francia. A dicembre 2012 l'associazione ha ricevuto 212 richieste di aiuto, di cui 31 la sera di Natale.

La motivazione delle chiamate è anch'essa cambiata rispetto agli anni precedenti. Mentre prima erano soprattutto chiamate di gay e lesbiche in rottura diretta con la famiglia (nel caso di un coming out o della scoperta della loro omosessualità), adesso, e soprattutto dalla fine del 2012, riguardano sempre più situazioni di rottura indiretta: forti critiche contro il progetto di legge sul matrimonio omosessuale da parte dei familiari, ma anche dei compagni di scuola.

Ne risulta «un numero di aggressioni maggiore e soprattutto un forte disagio», precisa Nicolas Noguier in una breve intervista a RTL.

Si può notare un «forte aumento dei sostenitori e delle donazioni nel 2012», afferma il presidente del Rifugio sulla pagina Facebook dell'associazione, lamentando, però, che il governo francese non ha condotto nessuna azione di sensibilizzazione per prevenire la recente «esternalizzazione dell'omofobia».

Commento. Se l'omosessualità è un po' meglio accettata in Francia, l'omofobia più viscerale non è arretrata. I risultati del sondaggio Ifop del 3 gennaio 2013 del settimanale Valeurs actuelles (di destra) evidenziano una persistenza del clima omofobico.

Il fatto che il 69% degli intervistati - ad una domanda abbastanza diretta - affermano la necessità di un referendum sul matrimonio per tutti e sull'adozione omogenitoriale è un segno preoccupante. Salvo rarissime eccezioni, le questioni sociali più sensibili - che provocano dibattito o polemica - non riescono a superare l'ostacolo del referendum quando si presenta, poiché la società è sempre più conservatrice di quanto pretende di essere. In Francia come altrove. Se si fosse tenuto un referendum, la Francia non avrebbe mai abolito la pena di morte, né autorizzato il diritto all'aborto.

E sarebbe lo stesso per il matrimonio omosessuale. Se l'idea di un referendum sulla questione seduce rispettivamente l'86% della destra vicina all'UMP e l'84% dell'estrema destra vicina al FN, non meno del 55% dei simpatizzanti della sinistra si dicono favorevoli a tale referendum.

Oltre al fatto che le domande nei referendum sono spesso esposte in modo contestabile, la maggior parte degli intervistati ignora che un referendum è lo strumento privilegiato dai populisti, che lo utilizzano più per convalidare opzioni liberticide che per manifestare una volontà di progressismo sociale.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

0 Risposta

  1. […] del Refuge avevano già constatato una triplicazione delle richieste d’aiuto nel 2012 (cfr. il nostro articolo dell’8 gennaio 2013). Il dibattito sul «matrimonio per tutti» ha disinibito le parole ed i comportamenti omofobi, […]

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