La Corte Suprema degli Stati Uniti si concentra sul matrimonio gay

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

La Corte Suprema degli Stati Uniti si concentra sul matrimonio gay

(Blogmensgo, 14 dicembre 2012) La Corte suprema degli Stati Uniti discuterà nel marzo 2013 e si pronuncerà nel giugno 2013 sulla costituzionalità del matrimonio omosessuale e della sua interdizione. I nove saggi hanno deciso, il 7 dicembre 2012, di esaminare due dei casi che gli sono stati sottoposti negli ultimi mesi.

Su nove saggi, basterà che cinque lo siano veramente. ©Supremecourt.gov

Per le informazioni più generali ed un rapido excursus storico, potete leggere l'articolo di BlogMensGo.fr del 30 novembre 2012. Qui aggiungeremo solamente gli elementi nuovi che sono intervenuti nel frattempo.

I due casi di cui la Corte suprema ha deciso di occuparsi sono da una parte il referendum californiano (Proposizione 8) che invalida il matrimonio tra persone dello stesso sesso , e dall'altra la denuncia di Edith Windsor contro la sezione 3 della legge federale sul matrimonio (Defence of Marriage Act) che priva la donna del regime di successione riservato agli eterosessuali dopo la morte della compagna che aveva sposato legalmente in Canada.

 

Una denuncia contro la legge Doma

L’attuale legge federale accorda il beneficio di una tassa di successione ridotta, della reversibilità della pensione e diversi altri vantaggi al coniuge superstite legalmente sposato, sotto riserva che il defunto ed il sopravvissuto siano di sesso differente. Quindi tutto per gli eterosessuali e niente per gli omosessuali.

Se la Corte suprema darà ragione a Edith Windsor, il campo di applicazione della sentenza si limiterà quasi sicuramente a due situazioni specifiche: le coppie omosessuali già legalmente sposate e le coppie omosessuali che si sposeranno nei nove Stati (Connecticut, Iowa, Maine, Maryland, Massachusetts, New Hampshire, New York, Vermont, Washington, ai quali si aggiunge il Distretto di Columbia dove si trova la capitale federale Washington) che hanno autorizzato il matrimonio gay o sono sul punto di farlo. In altre parole, una sentenza favorevole della Corte suprema sarebbe senza effetti nei 41 Stati che non hanno legalizzato in modo specifico il matrimonio gay.

 

Corte suprema e Proposizione 8

Non sono i sostenitori del matrimonio gay, ma i suoi avversari che si sono rivolti alla Corte suprema in modo da legalizzare al più alto livello la Proposizione 8. Il referendum del 2008 che porta questo nome aveva ottenuto, a maggioranza di voti, l'invalidazione del matrimonio gay in California. La Corte d'appello aveva invalidato il referendum senza però legalizzare il matrimonio gay, imponendo de facto una moratoria sul matrimonio gay e lesbico nello Stato più popoloso degli Stati Uniti.

Il fatto che la Corte suprema accetti di occuparsi di questo caso ha sorpreso più di un osservatore, indipendentemente dalle posizioni.

Anche se la Corte suprema legiferasse contro la Proposizione 8 ed a favore del matrimonio gay, la sua decisione non sarebbe applicabile che alla sola California. In compenso, la legalizzazione della Proposizione 8 sarebbe la manna dal cielo per le attuali e future legislazioni omofobe degli altri Stati dell'Unione.

 

Metà lumaca, metà riccio

Contrariamente a quello che si pensa, la Corte suprema è un tribunale prudente e conservatore. I suoi "avanzamenti" maggiori in materia di libertà individuali e di diritti della persona seguono, più o meno in ritardo, l'evoluzione dei costumi. Almeno, questo è il modo in cui vedono le cose i sostenitori e gli avversari del matrimonio gay.

Ogni volta che la Corte suprema ha emesso delle sentenze altamente progressiste, non ha fatto altro che seguire la legge della maggioranze, o, più propriamente, dare torto alla minoranza. Nel 2003, la Corte suprema ha giudicato incostituzionale la proibizione della sodomia quando solo più 13 Stati mantenevano leggi specifiche sulla materia. Nel 1967, la Corte suprema proibì ogni divieto di matrimonio inter-razziale quando solo 16 Stati rifiutavano i matrimoni misti. Nel 1954, relegò all'oblio un'apartheid educativa che solamente 17 Stati praticavano ancora.

Non meno di 30 Stati hanno siglato il divieto di matrimonio gay nella propria Costituzione. Per far sì che il matrimonio gay prevalga a livello federale, bisognerebbe, quindi, per prima cosa che la Corte suprema si trovasse di fronte ad una grande maggioranza di Stati; seconda cosa dovrebbe dare alla sua o alle sue sentenze un carattere esecutivo sull'insieme del territorio nazionale; terzo dovrebbe pronunciarsi con almeno cinque voti su nove - mentre quattro voti su nove sono sufficienti per la convalida di un rinvio della  Corte suprema degli Stati Uniti.

La sola volta che la Corte suprema ha legiferato contro-corrente rispetto alle legislazioni dominanti, è stato nel 1973 a proposito dell'aborto. Il divieto di aborto, tuttavia, non era stipulato nella Costituzione degli Stati, contrariamente al divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso. Inoltre, la Corte suprema aveva esteso la portata della propria sentenza non solo allo Stato (Texas) concernente il caso in questione, ma all'insieme del territorio nazionale, quindi a tutti gli Stati dell'Unione.

I due presidenti - ma i più anziani . della Corte suprema sono Antonin Scalia e Anthony M. Kennedy. Entrambi nati nel 1936, sono stati nominati rispettivamente nel 1986 e nel 1988 da Ronald Reagan. La maggior parte dei commentatori sono d'accordo nel pensare che Kennedy sarà l'uomo-chiave in questo doppio caso. Di profilo sembra una banderuola, di faccia sembra un californiano nativo di Sacramento. Ma niente di tutto ciò fa capire come abbia votato a proposito della Proposizione 8.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

0 Risposta

  1. […] Il Capo di Stato americano non si è limitato ad impegnarsi a favore del matrimonio omosessuale. Lo ha fatto in presenza dei nove membri della Corte suprema federale, davanti ai quali prestava giuramento, e che esamineranno la questione del matrimonio tra persone dello steso sesso il 26 e 27 marzo 2013 (cfr. il nostro articolo del 14 dicembre 2012). […]

  2. […] Per la cronaca, a partire dal 26 marzo 2013 la Corte Suprema vaglierà la costituzionalità della Proposizione 8 e l’attuale legge federale sul matrimonio (Cfr. il nostro articolo del 14 dicembre 2012). […]

  3. […] Stati Uniti si pronunci sulla questione del matrimonio omosessuale (cfr. i nostri articoli del 14 dicembre 2012 e del 14 marzo 2013), i sostenitori e gli oppositori al matrimonio gay si impossessano dei social […]

  4. […] dei due casi: Blogmensgo (14 dicembre 2012) | New York Times (26 giugno […]

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This Blog will give regular Commentators DoFollow Status. Implemented from IT Blögg