Gay Pride in India

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Gay Pride in India

I pregiudizi continuano contro la casta LGBT. ©Bangalore Pride.

(Blogmensgo, 30 novembre 2012) Nuova Delhi ha visto riunirsi centinaia di persone, il 25 novembre 2012, per il suo quinto Gay Pride annuale. A Bangalore, il quinto Gay Pride del 2 dicembre 2012, beneficerà del sostegno ufficiale di sei multinazionali. In entrambi i casi i partecipanti reclamano la fine delle discriminazioni nei confronti di gay, lesbiche e transessuali.

L’India ha de facto depenalizzato l'omosessualità da tre anni (cfr. il nostro articolo del 2 luglio 2009). Ma, quello che la comunità LGBT ha conquistato in diritti, non l'ha ancora del tutto acquisito nei fatti. Questa è stata, infatti, la principale rivendicazione a Nuova Delhi (dove il gay Pride si chiama Delhi Queer Pride Parade): far cessare la discriminazione omofoba, lesbofoba e transfobica, al lavoro come a scuola, nella vita puta pubblica come nella sfera privata.

Numerosi manifestanti riuniti a Nuova Delhi portavano delle maschere per nascondere la loro identità, per paura di essere riconosciuti dalla famiglia o dai colleghi.

A Bangalore, il collettivo CSMR (Coalition for Sexual Minority Rights) sta portando a termine i programma ufficiale del quinto Bengaluru Queer Pride, le cui celebrazioni sono iniziate il 22 novembre e termineranno con la parata del 2 dicembre 2012, con il tema principale della nozione di genere. Gli slogan principali si battono contro la marginalizzazione, la discriminazione e la repressione, anche se la famosa sezione 377 del codice penale «per il momento non rappresenta più una minaccia», precisa un comunicato degli organizzatori.

Circa 150 aziende pubbliche e private danno il loro sostegno alle celebrazioni di Bangalore. Sei multinazionali hanno aderito al movimento. Molte di queste imprese hanno già messo in atto una politica a favore della diversità di sesso e di genere. Ma molte di queste aziende, anche se hanno fatto donazioni e sono rappresentate nel corteo, spiega il Times of India, sfileranno anonimamente, così come una parte dei loro impiegati gay, lesbiche, trans o solamente friendly. Inoltre, l'obiettivo delle donazioni fissato a 100 000 rupie (appena 1 400 euro) non era, al 26 di novembre 2012, arrivato che all'83% (la procedura per le donazioni è spiegata qui).

Per fare una donazione, invia una mail all'indirizzo sotto al termometro. ©Bangalore Pride.

La mentalità in India si è per lo meno evoluta in una direzione più accettabile, almeno in campo editoriale. A riprova, quest'articolo interessante e documentato che ActuaLitté ha consacrato il 30 ottobre 2012 alle tematiche LGBT nel mondo editoriale in India.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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  1. […] incontri gay hanno visto la luce in India. Meglio ancora, come spiegavamo l’anno scorso, i Gay Pride in India sono diventati allo stesso tempo più numerosi, più visibili e meglio in grado di far capire che […]

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