Gay Pride di Belgrado: vietato per motivi di sicurezza

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Gay Pride di Belgrado: vietato per motivi di sicurezza

(Blogmensgo, 6 ottobre 2012) Il Gay Pride a Belgrado, in programma per oggi, è stato vietato all'ultimo minuto, ufficialmente per motivi di sicurezza.

Già come era successo lo scorso anno (cfr. l'articolo di Blogmensgo.fr del 3 ottobre 2011 e il nostro articolo del 4 ottobre 2011), il Gay Pride in Serbia è stato annullato dal Ministro degli Interni, a causa di possibili problemi per la sicurezza.

Sicuramente il vero motivo è da ricercarsi più nelle parole di Irénée de Niš, patriarca della Chiesa ortodossa serba che, solo un apio di giorni fa aveva tuonato contro l'oltraggio causato da questa "parata della vergogna" ed ammonito il Primo ministro Ivica Dačić, in qualità di Ministro degli Interni, affinché vietasse il Gay Pride di Belgrado.

Sicuramente una cena più divertente... ©Elisabeth Ohlson Wallin.

Il patriarca Irenej, il cui vero nome è Miroslav Gavrilović (vedi Wikipédia), afferma in particolare che la mostra fotografica Ecce Homo dell'artista svedese Elisabeth Ohlson Wallin sia "particolarmente oltraggiosa" e "getti una pesante ombra morale sulla nostra città, sulla nostra cultura cristiana e sulla dignità delle nostre famiglie". Ricordiamo che le stesse opere erano state esposte durante il World Pride di Roma del 2000, in coincidenza del Giubileo. Molti scatti della mostra rappresentano Gesù in compagnia di omosessuali, transessuali o sieropositivi come la rilettura dell'Ultima cena (cfr. la foto presente in questo articolo).

Birgitta Ohlsson, ministro svedese degli Affari Europei aveva dichiarato la sua intenzione di partecipare al Gay Pride durante la parata e con un intervento dal palco come atto di solidarietà, ma anche come "test della libertà di espressione in Serbia".

Commento. In occasione dell'esposizione di Ecce Homo durante il Roma 2000 World Pride, Elisabeth Ohlson Wallin, aveva spiegato che l'idea per le sue opere era nata come reazione al dolore per la perdita di molti suoi cari amici vittime dell'Aids, proprio nel momento in cui alcuni vescovi statunitensi tuonavano che l'HIV altro non fosse che una punizione mandata da Dio per punire il peccato dell'omosessualità.

Ed aveva ricordato alle gerarchie religiose che stavano etichettando gli omosessuali, i transessuali ed i sieropositivi, come i "gradini più bassi della società", che Gesù è sempre stato vicino agli ultimi e non ai potenti. E che se Gesù fosse vissuto oggi non avrebbe sicuramente avuto problemi ad amare come fratelli transessuali o sieropositivi.

Giorgio & Philca / MensGo

(Fonti: Romandie News e Le Figaro)

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