Francia: l’omosessualità riconosciuta come motivo di divorzio

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Francia: l’omosessualità riconosciuta come motivo di divorzio

Stufo di fare il marito? Divorzio accordato! ©Photoxpress.com/Dinostock

(Blogmensgo, 1 ottobre 2012) L’omosessualità di uno dei coniugi può motivare un divorzio con addebito di colpa? Sì, secondo una sentenza del 6 luglio 2012 della corte d'appello di Digione. Ma in un contesto molto specifico, quello di una coppia eterosessuale.

La nozione di divorzio e la relativa giurisprudenza sono largamente trattati dalla legge  e dai tribunali francesi. Per un analisi giuridica, potete leggere l’articolo in francese che ho utilizzato come fonte, riassume bene il contesto ed è comprensibile anche da un non esperto.

Il caso giudicato dalla corte d'appello di Digione aveva due ingredienti particolari: da una parte uno dei coniugi è stato scoperto omosessuale, dall'altra l'outing è arrivato per mezzo di internet. Si è trattato, quindi, per la corte di giudicare sull'accettabilità dell'omosessualità come motivo di divorzio con colpa, sulla possibilità di pronunciare il divorzio addebitando il torto esclusivamente al "colpevole", ma anche sull'ammissibilità di una prova di omosessualità ottenuta grazie ad internet.

Affinché un divorzio sia concesso, è necessario che i fatti invocati siano sufficientemente gravi da impedire il proseguimento della vita comune (art.242 del codice civile francese) o che uno dei coniugi venga meno al mutuo obbligo di "rispetto, fedeltà, soccorso, assistenza" (art. 212 del codice civile francese). Le prove di queste mancanze devono essere ottenute attraverso mezzi leciti (art. 259-1 del codice civile francese).

Il caso in questione vedeva contrapposti una donna, vicina all'integralismo religioso, ed il marito che intratteneva una relazione intima con un uomo attraverso un sito internet. Non è precisato se il sito in questione si chiamasse MensGo. ;)
La moglie, che rimproverava al marito di trascurare la famiglia, ha finalmente scoperto l'esistenza della corrispondenza segreta tra i due amanti.

La corte d'appello di Digione ha pronunciato la sentenza di divorzio con colpa esclusiva del marito, motivando che "se l'omosessualità non è una colpa in sé stessa, la colpa del marito, che per molto tempo aveva condiviso le convinzioni religiose della moglie, è quella di aver intrattenuto una relazione (anche se solamente "telematica") con un altro uomo, che diventa scandalosa in quanto tale comportamento manifesta disprezzo per la lealtà, la fiducia e la dignità coniugale".

Commento. Le motivazioni della corte d'appello di Digione attestano, per la loro fraseologia, una manifesta compiacenza nei confronti della moglie. Forse a causa del comportamento di entrambi i coniugi nell'aula del tribunale (la rozzezza, purtroppo, non è incompatibile con l'omosessualità... né con l'eterosessualità, in tutta evidenza). Questa sentenza, come nella maggior parte dei casi di questo genere, non dovrebbe diventare un precedente giuridico.

Detto ciò, il caso di Digione arriva qualche mese prima che il Parlamento esamini il futuro progetto di legge sulla parità di matrimonio, che dovrà legalizzare il matrimonio omosessuale e l'adozione omoparentale.

Vediamo cosa potrebbe succedere in un futuro prossimo. Per esempio a metà del 2013, quando i decreti saranno pubblicati sulla Gazzetta ufficiale. Chi dice matrimonio, dice divorzio. I tribunali e la giustizia avranno a che fare con casi simili in tutto e per tutto a quello del 6 luglio. Salvo che, questa volta, il motivo di divorzio sarà l'eterosessualità del coniuge e non più la sua omosessualità.

Facciamo un salto ancora più avanti. Nel momento in cui il matrimonio omosessuale sarà diventato un'abitudine, è molto probabile che i tribunali fletteranno i loro giudizi in una direzione meno favorevole a certi estremismi politici e/o religiosi. :)

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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