Il sindaco di Sulmona definisce i gay “un’aberrazione genetica”

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Il sindaco di Sulmona definisce i gay “un’aberrazione genetica”

(BlogMensGo, 21 giugno 2011) In questi giorni ha destato molto scalpore un’intervista comparsa su Youtube, ma risalente al 2006, nella quale Fabio Federico, sindaco di Sulmona (Abruzzo), ha dichiarato che i gay sono un’aberrazione genetica.

Le sue parole si commentano da sole: "Se hai degli ormoni maschili e un genoma maschile, fai il maschietto. Il contrario è fuori natura, ci sono delle possibilità di composizione intermedie di questi assetti genetici. Ci sono delle aberrazioni genetiche che determinano il fatto che non si sia né perfettamente uomo e né perfettamente donna". Ho due figlie femmine, e purtroppo anche tra le donne esiste l'omosessualità. Preferirei che le mie figlie crescessero in maniera normale e facessero una vita normale, con una famiglia normale. Se poi dovessi vedere che le cose non vanno tanto bene, le farei curare. Chi è omosessuale fa una scelta contraria a quella indicata dalla natura".

Verrebbe da domandarsi se il sindaco pidiellino della città abruzzese sia al corrente del fatto che l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, abbia depennato da oltre un quindicennio l’omosessualità dall’elenco delle malattie, arrivando a prevedere la radiazione dall’albo dei medici che, considerando ancora l’omosessualità come una malattia psichiatrica, tentino di “curarla”. Sapete che lavoro fa il sindaco di Sulmona nella vita? Il medico di famiglia.

Continua poi scagliandosi contro i Pacs ed affermando l’impossibilità di equiparare famiglie eterosessuali e famiglie omosessuali.

Immediata la reazione alle parole del sindaco da parte dei politici di entrambi gli schieramenti:
“Le parole del sindaco di Sulmona sono aberranti e ancor più indegne perché espresse da un rappresentante delle istituzioni” afferma Anna Paola Concia, del PD, che ne chiede le dimissioni insieme a Carlo Costantini, capogruppo Idv alla Regione, mentre Ignazio Marino (PD) invoca l’intervento dell’Ordine dei Medici.

“Le frasi pronunciate e le teorie enunciate da Fabio Federico sono assolutamente inaccettabili. Sono ancora più gravi perché sortite da un uomo che ricopre un importante e delicato incarico pubblico. Nessuno dovrebbe mai confondere il normale dibattito sulle iniziative legislative in discussione in Parlamento, le posizioni politiche dei singoli, con il rispetto che è dovuto a ciascun uomo e a ciascuna donna e che è garantito dalla nostra Costituzione. Un conto è esprimere la propria opinione, un altro è scadere in volgarità, provocazioni, offese e affermazioni antistoriche. L’Italia e il suo governo ripudiano ogni forma di discriminazione, razzismo e omofobia, sono impegnati a prevenirle e a contrastarle con atti e azioni concrete” (Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità).

Se l’onorevole Paola Pelino del PDL afferma che si tratta di dichiarazioni assolutamente personali di Federico e non condivise dalla città di Sulmona, Vladimir Luxuria si spinge a dire che l’ignoranza del sindaco offende la città.

Non si sono fatte attendere le dichiarazioni anche delle associazioni:
Paolo Patané, presidente di Arcigay Italia, chiede che le dichiarazioni omofobe e prive di qualsivoglia valore scientifico siano immediatamente ritirate; Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia, fa invece sapere che intende appellarsi alla risoluzione del consiglio dei Diritti dell’uomo dell’ONU recentemente approvata a Ginevra; Gaylib chiede l’intervento del Ministro della Giustizia Angelino Alfano prima che si sfoci in aggressioni omofobe; Gaycenter ne chiede le dimissioni.

Il sindaco Fabio Federico ha concesso un’intervista con l’evidente intervento di limitare la bufera politica e mediatica, ma subito dopo aver dichiarato di essere stato frainteso a causa di una manipolazione della vecchia intervista, ribadisce con forza la sua idea dell’omosessualità quale patologia che va curata e rincara la dose schierandosi contro le adozioni e contro un’eventuale legge contro l’omofobia che, a suo dire, discriminerebbe gli eterosessuali.

Giorgio / MensGo

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