A El Salvador, la Corte suprema invalida un emendamento costituzionale che vieta il matrimonio gay

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A El Salvador, la Corte suprema invalida un emendamento costituzionale che vieta il matrimonio gay

(Blogmensgo, blog gay del 13 febbraio 2018) La camera costituzionale della Corte Suprema di El Salvador, con una risoluzione del 31 gennaio 2018, ha vietato all'Assemblea legislativa (parlamento salvadoregno) di convalidare una riforma costituzionale che mirava a limitare il matrimonio alle coppie eterosessuali, a rifiutare il riconoscimento dei matrimoni omosessuali legalmente contratti all'estero, a vietare alle persone trans di sposarsi e a vietare l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali. L'invalidazione è stata motivata per vizi procedurali e per l'incostituzionalità di alcuni elementi del progetto di riforma. Non è precisato se tale risoluzione è legata alla recente decisione della Corte interamericana dei diritti dell'uomo che invitava l'America Latina a legalizzare il matrimonio gay.

Cinque magistrati per una decisione unanime. 🙂 ©csj.gob.sv

Il 16 aprile 2015, l'Assemblea legislativa di El Salvador aveva approvato una modifica degli articoli 32, 33 e 34 della Costituzione sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il parlamento unicamerale aveva invocato una procedura d'urgenza e votato il testo, senza inserirlo all'ordine del giorno, subito prima della fine della sessione parlamentare.

Nella sua decisione, presa all'unanimità dai cinque magistrati, la camera costituzionale della Corte suprema considera che il legislatore non abbia rispettato le procedure costituzionali e che abbia oltrepassato le proprie funzioni in modo manifesto. Oltre al fatto che il carattere d'urgenza non è verificato, non spetta al legislatore dettare i metodi dei revisione costituzionale. Il vizio procedurale è tanto più incontestabile, secondo la Corte suprema, in quanto il parlamento unicamerale non si è dato la pena di informare il pubblico del dibattito in corso e sulla posta in gioco, cosa che non ha permesso alla popolazione di far sentire al propria voce su un argomento così importante. In altre parole, la modifica costituzionale non ha rispettato l'obbligo di un precedente dibattito ritenuto contraddittorio.

Infine, una revisione costituzionale non può essere valida se non con una maggioranza di due terzi (ossia 56 parlamentari su 84) e da due legislature differenti. Nel 2015, solamente 47  voci si erano pronunciate a favore dei tre emendamenti costituzionali. Un caso simile si era già verificato nel 2009, quando l'Assemblea non aveva confermato una riforma costituzionale votata nel 2006 e mirante ad interdire il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Nel caso del tentativo di riforma costituzionale votato nel 2015, la Corte suprema vieta oggi all'Assemblea legislativa di confermare tale riforma poiché è resa nulla per i vizi procedurali indicati sopra e perché, così facendo, è contraria all'ordine giuridico salvadoregno.

La più alta giurisdizione nazionale aveva considerato la decisione incostituzionale (n° 33-2015) nel 2015. Per questo motivo ha rigettato la domanda di incostituzionalità richiesta da quattro cittadini salvadoregni.

Gli emendamenti erano stati votati, nel 2006 come nel 2015, dai rappresentati della destra conservatrice.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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