A Rio de Janeiro, un Gay Pride 2017 più combattivo che mai

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A Rio de Janeiro, un Gay Pride 2017 più combattivo che mai

(Blogmensgo, blog gay del 21 novembre 2017) Il 22° Gay Pride di Rio de Janeiro è stato il primo a non aver ricevuto alcuna sovvenzione municipale. Il corteo che è confluito verso l'immensa spiaggia di Copacabana, il 19 novembre 2017, è stato di conseguenza meno motorizzato – solamente 6 carri nel 2017 contro la dozzina del 2016 – ma più rivendicativo che mai. Il contesto, sia a livello locale che nazionale, è sicuramente diventato più difficile negli ultimi mesi per la comunità LGBT.

Il sindaco di Rio, Marcelo Crivella, è sia un militante evangelico che un omofobo convinto. Aveva promesso di non sovvenzionare più il carnevale (troppe nudità) e il Gay Pride (troppi omosessuali) che hanno comunque contribuito a mantenere la festosa reputazione della città. Crivella si è espresso contro il Gay Pride, obbligando gli organizzatori a proseguire la lotta con un budget amputato di 100.000 dollari – la metà del budget totale – abitualmente donati dal Comune. Una campagna di finanziamento partecipativo (crowdfunding) e delle sponsorizzazioni private hanno tuttavia permesso di organizzare un Gay Pride degno di questo nome.

L'assenza del sostegno municipale non ha impedito alla marea umana di riversarsi a Copacabana. I partecipanti hanno ribadito più forte che mai le loro legittime rivendicazioni. Con banner e cartelloni a supporto, una delle maggiori rivendicazioni mira a sradicare le «terapie riparative». In effetti, la giustizia brasiliana ha recentemente rifiutato di giudicare illegali queste pseudo-terapie praticate da presunti psicologi che in realtà agiscono per motivazioni religiose o finanziarie.

Il reportage di Euronews qui sotto ricorda inoltre che l'omofobia, sostenuta da un onnipresente fanatismo religioso, è responsabile ogni anno di un gran numero di vittime – con 340 morti per omofobia nel 2016 registrate in Brasile.

Decine di artisti hanno partecipato alla manifestazione su uno dei carri o i tribuna, rinunciando ad un compenso.

Stesso tono allarmista e pessimista – e ci sono tutte le ragioni! – qui sotto in questo breve reportage dell'AFP sottotitolato in inglese.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

 

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