Robert Millar e Philippa York, o la transizione di successo

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Robert Millar e Philippa York, o la transizione di successo

(Blogmensgo, blog gay del 13 luglio 2017) Tutti ricordano il ciclista scozzese Robert Millar, uno dei più grandi campioni degli anni '80. E adesso tutti sanno che la commentatrice di ciclismo Philippa York si chiamava con un altro nome, prima della transizione, cioè Robert Millar. E' quello che ha rilevato, il 6 luglio 2017, Philippa York in un articolo pubblicato da Cyclingnews.

Nello stesso momento in cui annunciava una collaborazione col canale britannico ITV4 per il Tour de France, Philippa York ha approfittato dell'occasione per rivelare la sua vecchia identità amministrativa e giornalistica: Robert Millar. Philippa York non corrisponde quindi ad uno pseudonimo di Robert Millar, ma al suo vero nome – prima del cambio di stato civile.

Philippa York non dice se continua col ciclismo… 😉 ©Cyclingnews.com/Philippa York

Di fatto, Philippa vive da molto tempo come Philippa, poiché il suo percorso di transizione è iniziato agli inizi degli anni 2000.

Thankfully gender issues are no longer a subject of such ignorance and intolerance, there's a much better acceptance and understanding.
Fortunatamente, le questioni di genere non sono più soggette a tanta ignoranza e intolleranza, sono meglio accettate e meglio comprese.
(Philippa York in Cyclingnews)

Philippa sottintende che delle indiscrezioni a proposito della sua transizione stavano danneggiando lei e le persone che ama. Ma le persone che contano nella sua famiglia «sono maturate da allora […], di conseguenza il bisogno di proteggerle è diminuito».

La cronista di ciclismo sottolinea che i sui cari le hanno fatto sentire, in un secondo momento, tutto il proprio sostegno. Così come i media con i quali ha collaborato (come Robert o come Philippa) hanno garantito il silenzio su tutto ciò che non riguardava il ciclismo o il giornalismo: la vita privata dell'ex-campione di ciclismo e dell'attuale esperta di ciclismo.

Per tutte queste ragioni, Philippa ha evitato lo sguardo di media per un buon decennio e non ha ufficializzato la sua nuova identità che nel luglio 2017. Questa nuova identità di genere non poteva essere nascosta ancora per molto tempo, poiché ITV4, come indica la sigla, è un canale televisivo – dove si lavora con il viso.

Commento. Inutile riassumere qui la carriera e gli exploit ciclistici di Robert Millar. Sicuramente è stato uno dei miei corridori preferiti, ma qualunque sito o blog sarebbe più competente di me per rievocarne i successi.

Bisogna parlare qui del caso Millar/York? Temo di sì. Perché il mondo sportivo è talmente impregnato di cliché, di pregiudizi e di machismo – quando non si tratta semplicemente di stupidità o di cattiveria – che la possibilità di una transizione mediaticamente di successo è infima.

La maggior parte delle persone, in tale ambiente e in quello che gli gira intorno, non si capacitano del fatto che un grande campione possa diventare una presentatrice di reality (Caitlyn Jenner) o che un campione di ciclismo possa diventare una telecronista (Philippa York).

Quindi, sì, bisogna parlarne in modo da «banalizzare» la transidentità e far capire che, anche se poco frequente, un percorso di transizione non ha niente di anormale.

Se qui parlo di Robert e Philippa, è per denunciare l'attitudine di alcuni media francesi, a metà strada tra l'incompetenza e la negligenza professionale. Molti media online hanno ritenuto necessario riprendere, tra virgolette, un dispaccio dell'Agenzia stampa francese (AFP) evocando l'ufficializzazione di Philippa York della sua nuova identità.

Una frase mi ha fatto decisamente infuriare: «Ritiratosi da un mondo che, indifferente, ne sapeva parecchio del suo orientamento, Millar è rimasto nel suo ambiente del cuore»… Questa confusione tra orientamento sessuale e identità di genere rivela un triplo livello di responsabilità:

  • Insufficienza professionale del redattore del dispaccio stampa (la cultura extra-sportiva dei giornalisti sportivi francesi è quella che è).
  • Negligenza professionale del desk dell'AFP (il desk ha il compito di correggere gli errori dei giornalisti).
  • Negligenza professionale dei media che hanno ripreso, tra virgolette, l'agenzia stampa dell'AFP (e quindi il volgare copia-incolla che si autodefinisce giornalismo).

Speriamo che l'Associazione francese dei giornalisti LGBT (AJL) approfitterà dell'occasione per dare qualche lezione di giornalismo terminologia ai giornalisti che hanno riprodotto in modo identico la sparata dell'AFP su decine e decine di media – non meno di 81 secondo Google.fr – in Francia, in Svizzera, ma anche in Lussemburgo e in Congo.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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