Gay Pride: New York per le trans, Parigi per la PMA, Istanbul contro la sparatoria della polizia

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Gay Pride: New York per le trans, Parigi per la PMA, Istanbul contro la sparatoria della polizia

(Blogmensgo, blog gay del 28 giugno 2017) Come ogni anno in questo periodo, numerosi Pride si sono svolti nelle capitali e nelle grandi metropoli di tutto il mondo nel weekend del 24 giugno 2017. Sempre in modo rivendicativo e festoso, come testimoniano Parigi e New York. Talvolta in modo rivendicativo e difensivo, come a Istanbul dove la polizia ha sparato proiettili di gomma sulle persone LGBT che hanno ignorato il divieto di manifestare. Oggi focus su Parigi, nei giorni successivi su New York e Istanbul.

Eh sì! Tieni d'occhio questo articolo perché andrà ad arricchirsi nei prossimi giorni.

Per il Gay Pride parigino ho scelto le immagini di Marie Panic TV (la cui grafica nel sito web fa rizzare i capelli), e le sue dirette non commentate. Le sue dirette, talvolta – o piuttosto sovente – fragorose.

Parigi reclama «la PMA per tutti»

A Parigi, il Gay Pride annuale (chiamato Marche des fiertés LGBT de Paris et Île-de-France) si è svolto il 24 giugno 24 juin 2017. Subito dopo il picco di caldo, quindi con un calore tornato sopportabile.

«PMA senza condizioni, né restrizioni, adesso!» Questo era lo slogan ufficiale dell'edizione 2017.

Promesse presidenziali incompiute

L’ex-presidente Hollande e il nuovo presidente Macron avevano menzionato l'apertura della PMA tra le loro proposte elettorali. Promesse non mantenute durante il mandato di Hollande. Emmanuel Macron, si è detto, anche lui, a titolo ufficiale favorevole all'apertura alla PMA. Ma unicamente dopo il parere – consultivo – del Comitato Etico Nazionale (CCNE) le cui conclusioni, attese per fine giugno 2017, sarebbero favorevoli ad un'apertura per le coppie lesbiche, ma non alle donne single.

Update del 28 giugno 2017. Il CCNE si dichiara favorevole alla PMA per tutte le donne.

Una larga maggioranza della popolazione francese si dice favorevole alla PMA per le coppie lesbiche (secondo un sondaggio che posterò in un articolo specifico questa settimana).

In Francia, la procreazione medicalmente assistita (PMA) non è legale che a beneficio delle coppie eterosessuali in caso di infertilità o di possibile trasmissione di una malattia grave. le donne single e le coppie lesbiche non possono ricorrere alla PMA. Quanto alla Gestazione per altri (GPA), è illegale in Francia indipendentemente dall'orientamento sessuale delle coppie e delle persone che intendono ricorrervi.

Un corteo di simboli

Il corteo dell'edizione 2017 sarà ricordata per i numerosi elementi simbolici.

E' stata la prima volta che il partito La République en marche! (LREM, successore del partito di Macron En marche!) sfilava a titolo ufficiale. La delegazione del partito al potere non aveva partecipato nel 2016, poiché si trattava ancora di un micropartito nato qualche mese prima (aprile 2016).

La delegazione di LREM al Gay Pride parigino si è dichiarata, senza la minima ambiguità, favorevole alla PMA per tutte le donne, che siano single o in coppia, lesbiche o eterosessuali.

Tra politicanti e poli-perdenti

In compenso, la presenza di una delegazione di LREM ha scioccato numerosi militanti LGBT. Poiché il nuovo governo del Primo ministro Édouard Philippe (che si è pubblicamente dichiarato contrario alla PMA nel 2013) conta almeno due ministri noti per le loro posizioni ostili al matrimonio omosessuale.

Anne Hidalgo, sindaco di Parigi, era in testa al corteo. Almeno altri due membri del governo dovevano inizialmente prendervi parte: Marlène Schiappa, segretario di Stato incaricato della Parità tra donne e uomini (le sue funzioni includono la lotta all'omofobia) e Mounir Mahjoubi, segretario di Stato per le Tecnologie digitali. Agnès Buzyn, ministro della Solidarietà e della Salute (le sue funzioni includono la PMA), non aveva segnato la Marche des fiertés LGBT de Paris et Île-de-France tra gli impegni nella sua agenda.

Molto simbolico anche il  fatto che l'edizione 2017 segnasse la fine del mandato di Hollande e l'inizio di quello di Macron. Siamo grati a François Hollande per aver accompagnato l’apertura del matrimonio alle coppie omosessuali nell'aprile 2013. Rare sono le altre promesse della sua campagna elettorale che si sono realizzate nei cinque anni del suo mandato.

Non dimentichiamo quelli dimenticati

Le persone trans, in particolare, non hanno visto nessun miglioramento notevole nella propria situazione da parte di un'amministrazione che continua a stigmatizzarle e a patologizzarle.

L’altro grande simbolo dell'edizione 2017, è che si tratta della quarantesima marcia LGBT annuale a Parigi. Quaranta anni dopo il 25 giugno 1977, la percezione dell'omosessualità da parte del grande pubblico si è evoluta in maniera impressionante – e in senso positivo, nonostante importanti sacche di omofobia residua.

Cambio di paradigma

Le lotte continuano, ma la loro natura è cambiata: una volta il semplice diritto di esistere, poi il diritto di avere dei diritti, adesso la piena uguaglianza dei diritti.

Per la prima volta nel 2017, la Francia figura tra i partner ufficiali – quindi finanziari – della Marche des fiertés. Si tratta di un'iniziativa lanciata nell'epoca Hollande e che si materializza attraverso la delegazione interministeriale per la lotta contro razzismo, antisemitismo e odio anti-LGBT (Dilcrah). E' dalla strage omofoba di Orlando che questo organo sotto la tutela del Primo ministro lotta contro l'omofobia – da qui l'ultima lettera aggiunta alla sigla iniziale.

Il Gay Pride parigino ha quindi dedicato un pensiero a Orlando e a tutte le persone perseguitate nel mondo per la propria omosessualità, in particolare in Cecenia.

Macron: un tweet friendly. 🙂

NYC Pride 2017, una parata (non) come le altre

Il corteo del Gay Pride ha attraversato New York, il 25 giugno 2017, unendo due luoghi simbolici: il prestigio universale del glamour partendo dalla 5th Avenue (all'angolo con la 36th Street), il ricordo della lotta per i diritti LGBT arrivando in Christopher Street, quarantotto anni dopo i moti di Stonewall e quarantasette dopo la prima NYC Pride March (prima parata del Gay Pride di New York nel 1970).

La parata 2017 in versione corta, ma con un'ottima qualità delle immagini:

Slogan per Trump e per la sua cometa di Haley

Attendendo le cifre ufficiali dell'edizione 2017 e per far capire la grandezza dell'evento, ricordiamo che nel 2016 la parata era composta da 80 carri e 350 formazioni a piedi, ossia una coda ininterrotta di chilometri, circondata ai lati del percorso da migliaia di spettatori (circa 40.000 persone nel 2017 secondo le stime).

La vedette più onnipresente della parata, naturalmente, è stato Donald Trump. Esatto! nonostante la sua assenza, era presente in tutte le caricature, gli sfottò, gli slogan (con la semplice parola resist come leitmotiv). E quando Donald non era preso di mira, è stata Ivanka ad essere fischiata.

In compenso, Nikki Haley ha pensato bene di fare un bagno di folla a New York. La nuova rappresentante degli Stati Uniti all'ONU ancora non capisce perché sia stata copiosamente fischiata.

Blasio e sua moglie lesbica, Cuomo e il suo giudice gay

Numerose personalità – più apprezzate – hanno partecipato al corteo ufficiale, a partire da Bill de Blasio e la moglie Chirlane McCray (che si considerava lesbica prima di conoscere il futuro marito), il governatore Andrew Cuomo. E anche Brook Guinan, la prima vigilessa del fuoco transgender di New York.

Il governatore Cuomo ha approfittato dell'occasione per nominare un giudice apertamente gay, Paul G. Feinman, in seno alla Corte d'appello regionale, vale a dire la più alta corte dello Stato di New York.

Sempre la parata di New York, ma questa volta un video di un'ora e mezza in un luogo unico:

Chelsea Manning come donna libera

La presenza di un'altra celebrità attesta il carattere molto politico – e anti-Trump – del Pride 2017. Questa personalità è riconoscibile da lontano per il vestito a scacchi: Chelsea Manning, che è stata l'ultima persona ad ottenere una grazia presidenziale (o, meglio, una riduzione della pena che l'ha fatta uscire di prigione) di Barack Obama.

Altre celebrità erano presenti al corteo ufficiale, come la cantante e attrice britannica Kelly Osbourne o la cantante country LeAnn Rimes. E anche attrici e attori di film e serie TV a me sconosciute.

Da notare, infine, che per la prima volta in quasi cinque decenni di esistenza, la New York Pride March è stata trasmessa in diretta per molte ore su un canale televisivo. Ecco, quindi, un estratto della trasmissione, ma ignoro se sia quello di tre ore.

Continua…

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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