Una Generazione Z molto meno eteronormata della Generazione Y

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Una Generazione Z molto meno eteronormata della Generazione Y

(Blogmensgo, blog gay del 12 maggio 2016) In confronto alla Generazione Y (le persone di 21-35 anni), la Generazione Z (i 13-20enni) è molto più friendly, meno bloccata sulle questioni di genere e più aperta alle diversità sessuali. Questo, almeno, è quello che risulta da un recente studio condotto da JWT Intelligence.

Un po' di vocabolario

Prima di mostrare qualche cifra, ricordiamo a cosa corrispondono i concetti di Generazione Y (o Gen Y, o millenials in inglese) e di Generazione Z, molto in voga nel marketing e nella pubblicità.

Chiamasi Generazione Z (o Gen Z) la tranche che corrisponde ai 13-20 anni di oggi, vale a dire grosso modo le persone nate tra il 1995 e il 2001. I loro predecessori della Generazione Y (o Gen Y) hanno avuto, per i più anziani, 20 anni nell'anno 2000, inserendoli nella fascia d'età 20-35 e una data di nascita situata tra il 1980 e il 1995. Due categorie da non confondere con la Generazione X, in cui le date di nascita erano comprese tra il 1960 e il 1980.

Cifre molto approssimative, poiché gli specialisti non sono tutti d'accordo sulle date di nascita. Qui, noi ci baseremo sulle definizioni in vigore nello studio di JWT Intelligence: 13-20 anni per la Gen Z e 21-34 anni per la Gen Y.

Da notare anche che lo studio è condotto su un campione di 600 persone, ossia 300 persone di 13-20 anni, 151 persone di 21-27 anni e 149 persone di 28-34 anni. Quindi un campione molto ridotto, che si limita agli Stati Uniti.
(La ripartizione per categorie di età indicata nel riquadro è palesemente sbagliata. L'estratto dello studio, così come è stato pubblicato online, non precisa né la tecnica di campionamento, né il modo di amministrare i questionari, né la loro distribuzione geografica.)

Etero, ma non troppo

La proporzione di persone che si definiscono come strettamente omosessuali è identica per la Gen Z e la Gen Y. Si stabilizza al 6% – ed è l'unico punto in comune tra le due generazioni.

Meno di un giovane su due si definisce come assolutamente eterosessuale. ©jwtintelligence-com.

Meno di un giovane su due si definisce come assolutamente eterosessuale. ©jwtintelligence-com.

Se il 65% della Generazione Y si definisce unicamente eterosessuale, la Generazione Z non lo afferma che al 48%. Allo stesso modo, il 24% della Gen Y rivendica un certo livello di bisessualità, contro il 35% della Gen Z.

Non solamente meno della metà della Generazione Z si dichiara solamente eterosessuale, ma il 38% sono anche d'accordo per dire che «il genere non definisce più una persona come una volta».

Quest'ultima affermazione non è sostenuta a fondo che dal 27% della Generazione Y, mentre il 47% della Gen Y è piuttosto d'accordo (contro il 40% della Gen Z).

Contro la dittatura del genere

Le persone comprano sistematicamente prodotti destinati alla propria identità di genere? Sì, ma solo in un caso su cinque per la Gen Z (19%) o un caso su quattro per la Gen Y (26%) quando sis tratta di materiale sportivo.

“Sono del genere che ha più cervello di prima…” ©jwtintelligence-com.

“Sono del genere che ha più cervello di prima…” ©jwtintelligence-com.

E' un po' più frequente per latri prodotti, ma il tasso di accettazione «di genere» rimane inferiore al 50% per la Generazione Z, indipendentemente dal tipo di prodotto. Che si tratti di calzature (39%), profumeria (39%), deodoranti (42%) o abbigliamento (42%), l'imposizione di genere rimane sempre meno efficace rispetto alla Generazione Y, dove il tasso di adesione «al genere» si attestava rispettivamente a 57%, 49%, 52% e 54%.

In altre parole, per questi prodotti, più della metà della Gen Y (tranne il 49% nel caso dei profumi e il 26% per il materiale sportivo) rimane sensibile alle argomentazioni portanti sull'identità di genere.

Concludendo

La conoscenza della diversità favorisce l'accettazione di tale diversità. Come prova, più della metà (56%) degli intervistati della Generazione Z dicono di conoscere qualcuno che si definisce in modo neutro (they/them/ze…) piuttosto che secondo la tradizionale nomenclatura maschile (he/him) o femminile (she/her).

Tale tasso nel (ri)conoscere diminuisce con l'età: non è maggiore del 47% tra i 21-27enni e del 43% tra i 28-34enni.

Infine, la Generazione Z chiude il becco alla recente polemica sull'utilizzazione delle toilettes corrispondenti al genere «amministrativo» della persona. E' il 70% della Gen Z a sostenere delle toilettes pubbliche neutre, contro il 58% tra i 21-27enni e il  56% tra i 28-34enni.

Precisiamo che i più friendly di oggi sono anche gli elettori di domani.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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