lug 112013
 

(Blogmensgo, 11 luglio 2013) L’industria del matrimonio da lavoro a 800 000 persone e fa girare 51 miliardi di dollari all’anno negli Stati Uniti, secondo uno studio pubblicato da IbisWorld nel marzo 2013 (accesso a pagamento). L’arrivo del matrimonio tra persone dello stesso sesso andrà senza dubbio ad aumentare tale lucrosa attività.

«Mi piace, hanno la faccia da ricchi più degli etero…» ©Blog.theknot.com.

«Mi piace, hanno la faccia da ricchi più degli etero…» ©Blog.theknot.com.

Due giorni dopo il verdetto storico della corte federale suprema degli Stati Uniti (cfr. il nostro articolo del 5 luglio 2013), The Knot – leader dell’industria del matrimonio negli Stati Uniti – ed il magazine gay The Advocate hanno pubblicato i risultati di un sondaggio condotto unitamente tra le coppie LGBT americane. Dove si possono trovare, in confronto alle coppie eterosessuali, delle costanti e delle innovazioni talvolta sorprendenti (più dettagli nel prossimo articolo).

The Knot aveva sondato lo scorso anno circa 17 500 coppie negli Stati Uniti, comprese coppie gay e lesbiche. I risultati del sondaggio annuale fanno emergere nel 2012 qualche differenza notevole tra le coppie eterosessuali e le coppie dello stesso sesso.

Le spese legate al matrimonio si aggirano mediamente intorno ai 28 427 dollari (cifre del 2012), senza contare la luna di miele. Se le coppie LGBT invitano meno persone al loro matrimonio rispetto alle coppie etero, in compenso spendono più soldi per il matrimonio sia globalmente sia per ciascun invitato. E queste coppie LGBT formano delle famiglie più agiate rispetto ai loro omologhi eterosessuali.
(Tutte queste affermazioni sono perfettamente contestabili, cfr. il commento.)

Che ne sia, The Knot non ha atteso la sentenza del 26 giugno per far uscire due lussuose brochures consacrate al matrimonio gay e lesbico.

Anche numerose imprese commerciali di primo piano corteggiano i candidati al matrimoio LGBT. L’articolo che ho usato come fonte ne offre una buona panoramica.

In ogni caso, il matrimonio gay sembra essere decisamente in grado di stimolare l’economia locale. Il Williams Institute stima, in uno studio del 2009 che la legalizzazione del matrimonio gay nel New Jersey abbia portato a circa 15,1 milioni di dollari di entrate supplementari allo Stato.

Sempre nel 2009, la città di New York aveva calcolato che le cerimonie nuziali LGBT avrebbero iniettato 200 milioni di dollari in tre anni nelle casse della metropoli. Benefici diretti a breve termine (hotel, ristoranti), ma senza dubbio anche  a lungo termine (ritorno di immagine).

Commento. Il sondaggio condotto l’anno scorso da The Knot non prende in considerazione che le celebrazioni avrebbero fatto appello ad una società specializzata. Le medie reali sono quindi per forza inferiori alle cifre del sondaggio, poiché numerose coppie non hanno la possibilità di ricorrere ad un wedding planner.

Le coppie LGBT sarebbero generalmente più agiate e più prodighe per le loro cerimonie nuziali? Non ne sono così sicuro. The Knot sembra aver dimenticato un importante pregiudizio metodologico.

Poco importa ch, come suggerito poco sopra, le coppie meno agiate non siano state prese in considerazione. Si presume che tale pregiudizio riguardi tutte le coppie, indipendentemente dalla loro sessualità.

Molto più contestabile è il pregiudizio relativo al corpus delle coppie gay e lesbiche intervistate. Per diverse ragioni.

Innanzitutto una doppia ragione geografica. Le coppie LGBT che si sposano negli Stati Uniti non possono farlo che in una dozzina di Stati. Che, grosso modo, non sono tra i più poveri dell’Unione (sono troppo pigro per verificare, ma scommetto che il reddito pro capite nell’Idaho non ha niente a che vedere con quello del Massachusetts). E’ quindi logico incontrare delle coppie più ricche in questi Stati della media nazionale.

E quando delle coppie LGBT sono obbligate a sposarsi in un altro Stato rispetto a quello in cui vivono (come farà Chris Rovzar, redattore capo di Vanity Fair, nel settembre 2014) sono spesso obbligati a ridurre il numero degli invitati.

Una spesa globale maggiore da parte delle coppie LGBT per il loro matrimonio? La spiegazione deriva in parte, secondo me, dalla cronologia degli eventi. Nella maggior parte degli Stati dell’Unione, la legalizzazione del matrimonio omosessuale è molto recente. mentre le coppie eterosessuali hanno avuto tutta la vita per preparare le proprie nozze, le coppie gay e lesbiche, non possono ragionevolmente pensarci che dal momento della legalizzazione. Le coppie LGBT che hanno potuto sposarsi a partire da quel momento, con così poco tempo per prepararsi, sono quelle che hanno la possibilità di investire finanziariamente senza preparazione. In altre parole, le coppie più agiate.

Solamente uno studio del genere condotto con uno spazio cronologico sufficiente permetterà di calcolare cifre meno legate al capriccio – favorevole – della possibilità di sposarsi.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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