La Palma d’oro 2013 a Cannes

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La Palma d’oro 2013 a Cannes

(Blogmensgo, 10 giugno 2013) L’omosessualità al cinema? Niente di nuovo. L'omosessualità nei film in competizione a Cannes? anche qui, niente di nuovo. Tre film che narrano senza mezzi termini di amori gay o lesbici, in lizza nelle due sezioni principali del Festival di Cannes? Ecco, questa è una grande novità.

Gauguin? No, Guiraudie. ©Films du losange.

Gauguin? No, Guiraudie. ©Films du losange.

I film a tematica LGBT in competizione ufficiale erano Ma vie avec Liberace (Behind the Candelabra), di Steven Soderbergh e La vie d’Adèle, chapitre 1 & 2, di Abdellatif Kechiche. Ognuna aveva matematicamente una possibilità su dieci di vincere la palma d'oro, poiché c'erano venti film in lizza.

La Palma d'oro è andata a La vie d’Adèle! In effetti i premi più ambiti sono andati a Léa e Adbedellatif, vale a dire le due attrici principali e la regista del film; Bérénice Bejoha ricevuto il premio per la migliore interpretazione femminile (per Le passé del regista iranianoAsghar Fahradi), La vie d’Adèle poteva quindi ottenere la vittoria suprema, ma nella competizione ufficiale non si può menzionare un film che una volta sola. Quindi tale Palma d'oro ricompensa allo stesso tempo un film, un regista e le sue due principali interpreti.

E nella sezione popolare, «Un certain regard», L’inconnu du lac di Alain Guiraudie aveva una possibilità su diciassette di inserire il proprio nome tra quello dei vincitori. Il regista franceseha ottenuto solo il premio della scenografia, che corrisponde al terzo posto. Ma il suo film avrebbe fatto molto più scalpore di tutti gli altri concorrenti messi insieme.

Liberace (Michael Douglas, a destra.) ©Festival de Cannes.

Liberace (Michael Douglas, a destra.) ©Festival de Cannes.

Fellatio omosessuali e capelli blu

Il regista danese Thomas Vinterberg, chepresiedeva la giuria della sezione Un certain regard, era entusiasta dei film in lizza: «Statuette d'argilla, bellezza estrema, violenza, fellatio omosessuali,  umiliazione sistematica della natura umana, le gambe di Léa Seydoux, formidabili imitazioni di Brando sono le immagini che rimarranno per molto tempo.

Si dice spesso che il presidente della giuria è suscettibile di «tener» per sé stesso una palma d'oro, se non un intero carnet. L'edizione 2013 è stata presieduta dal regista americano Steven Spielberg. I due film LGBT in competizione non avevano quindi nulla da temere da questo lato, poiché Spielberg è apertamente friendly, se non addirittura un mecenate del matrimonio gay (cfr. l'articolo di BlogMensGo.fr del 26 settembre 2008).

Ma di cosa parlano in sostanza questi tre film? Di omosessualità, di desiderio gay o lesbico, di sesso. Il film di Kechiche e soprattutto quello di Guiraudie non cercano di nascondere quello che disturberebbe parecchi omofobi. Anzi, sembra quasi che le scene di sesso esplicito girate per L’inconnu du lac siano state doppiate da attori hard.

Senza provocazioni, né attivismo

Oggi, quandosi tratta di cogliere una rosa o infornare una banana (!), il cinema etero non giocherella più inquadrando solo una mano o una guancia, né compie giravolte sfrenate per inquadrare solo di taglio rose o banane... Perché il cinema gay o lesbico non dovrebbe fare lo stesso? La differenza rispetto a ieri è triplice: oggi, i più grandi registi - e produttori - non esitano più a investire su temi omosessuali, senza bisogno di essere spinti da spirito di provaocazione o di attivismo; non hanno più clichés oltraggiosi; infine, e soprattutto, i loro film non sono più selezionati per sezioni-ghetto.

La vie d’Adèle, di Abdellatif Kechiche

Sì, ma di cosa parlano questi film? Kechiche afferma dappertutto di non aver voluto fare un film sull'omosessualità, né un atto di attivismo, neanche filmare una relazione strettamente omosessuale con La vie d’Adèle (sito web | pagina Facebook). E' semplicemente successo che le due protagoniste siano lesbiche.

E Adèle (a sinistra) ama Emma… ©Wild Bunch, Quat’sous Films, France 2 Cinéma, Scope Pictures, RTBF, Vertigo.

E Adèle (a sinistra) ama Emma… ©Wild Bunch, Quat’sous Films, France 2 Cinéma, Scope Pictures, RTBF, Vertigo.

Il regista ha soprattutto voluto mostrare la nascita e l'espressione d'amore e di desiderio, la formazione e l'evoluzione di una coppia. Il film è l'adattamento di un fumetto di Julie Maroh, Il blu è un colore caldo. Blu è la capigliatura di Emma (Léa Seydoux), una giovane donna di cui una lieceale di 15 anni, Adèle (Adèle Exarchopoulos), cade innamorata anche se credeva di essere eterosessuale. Kechiche non si accontenta di filmare una relazione, ma capta tutti gli sguardi: lo sguardo del desiderio, gli sguardi tra le due giovani donne e lo sguardo della società sulla loro coppia.

Quadro di La Tour? No, film di Kechiche. ©comme ci-dessus.

Quadro di La Tour? No, film di Kechiche. ©comme ci-dessus.

La vie d’Adèle era il film più citato per vincere una Palma d'oro. L'interpretazione di Adèle Exarchopoulos sembrava aver catturato tutti i giornalisti presenti. Da molti estratti del film (cliccare qui e qui), si può affermare che ella buchi lo schermo.

Behind the Candelabra (Ma vie avec Liberace), de Steven Soderbergh

Ma vie avec Liberace evoca la relazione tra Wladziu Valentino Liberace (1919-1987) ed un uomomolto più giovane, Scott Thorson. Il re della sala è interpretato da Michael Douglas (le case di Liberace e quella del padre di Douglas erano vicine) mentre Matt Damon incarna il suo amante. Qui sotto lo spot.

Nella vita reale, Liberace ha sempre negato di essere gay. Ha fatto causa  a chiunque dichiarasse che lui fosse omosessuale. E' proprio questo che ha incitato Jerry Weintrauba produrre il film, spiega nel comunicato stampa: «Volevofare un film che mostrasse la nostar evoluzione, che mostrasse i progressi della specie umana, del nostro Paese, del mondo intero, in rapporto a tale questione. In certi posti, le unioni tra persone dello stesso sesso sono oggi riconosciute ed ammesse. Essre gay non è più così stigmatizzato.»

Poco conosciuto in europa, Liberace fu l'artista più pagato degli Stati Uniti, tanto sulle scene della music-hall, quanto in televisione, dove aveva un proprio show. Il marchio di fabbrica di Liberace era un candelabro, come ricorda il titolo originale del film. Il virtuoso pianista (ebbe il suo momento di gloria come interprete di Liszt) e showman prefigurava per il suo talento e la sua eccentricità allo stesso tempo Elton John ed il mai dimenticato Freddie Mercury.

Steven Soderbergh aveva già ottenuto la Palma d'oro a Cannes (nel 1989, per Sexe, mensonge et vidéo) e ha perso il conto degli Oscar. I film di Abellatif Kechiche hanno già ricevuto otto Cesar. Entrambi gli uomini avevano il calibro per portare a casa numerosi premi a Cannes.

L’inconnu du lac, di Alain Guiraudie

Anche L’inconnu du lac racconta una storia d'amore, la passione di Franck (Pierre Deladonchamps) per il pericoloso Michel (Christophe Paou). Franck, 40 anni, è combattuto tra la sua casta relazione con Henri (Pascal d’Assumçao) e la passione sessuale con Michel. Il tutto si svolge presso un lago, ma niente a che vedere con La casa sul lago di Mark Rydell.

Qui sotto, il trailer di L’inconnu du lac:

Una cosa è certa, il film di Alain Guiraudie sarà vietato ai minori di 16 anni quando uscirà nelle sale francesi, il 12 giugno 2013. Un'altra certezza è che i critici dei giornali e delle riviste francesi hanno molto apprezzato questo film ad eccezione di due che hanno avuto dubbi per il contenuto troppo esplicito o troppo gay.

Adèle, nome dell'anno 2013

Madei tre film che ci interessano ed anche dell'insieme dei film presentati a Cannes nel 2013 nelle due maggiori competizioni, è incontestabilmente La vie d’Adèle che ha più entusiasmato i critici, come suggerisce lo schema qui sotto, sui Film francesi.

©Le film français.

©Le film français.

Avrete notato la quasi concomitanza tra l'adozione della legge francese sui matrimoni omosessuali e l'aria del festival di Cannes. Coincidenza, obietteranno alcuni. Salvo che la programmazione del festival non è mai frutto di una coincidenza.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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