HIV, adulterio e locali notturni

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HIV, adulterio e locali notturni

(Blogmensgo, 18 febbraio 2013) Un team di ricercatori diretti da Steve E. Bellan, dell'università di Austin, Texas, ha pubblicato il 5 febbraio 2013, su The Lancet, le conclusioni preliminari di uno studio il cui scopo è quello di valutare le infezioni da HIV causate dall'adulterio. Anche se il campione studiato dai ricercatori è composto unicamente da coppie eterosessuali  nell'Africa sub-sahariana, i risultati presentano un certo interesse, poiché si tratta del primo studio scientifico del fenomeno.

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Prendendo il Truvada si diventa meno infedeli? ©Truvada.com.

Prendendo il Truvada si diventa meno infedeli? ©Truvada.com.

L’infedeltà coniugale è all'origine di una contaminazione da HIV tra il 27 % ed il 61 % dei casi tra gli uomini, tra il 21 % ed il 51 % dei casi tra le donne. Nel solo 2011, tra il 32 % ed il 65 % dei nuovi casi di HIV sono imputabili ad una trasmissione extra-coniugale per gli uomini, tra il 10 % ed il 47 % per le donne. Queste sono le principali conclusioni alle quali è arrivato il team di Steve Bellan.

Per arrivare a tali risultati, i ricercatori hanno studiato un campione di 27 201 coppie sposate o in convivenza in 18 paesi sub-sahariani. I risultati comparano da un lato delle risposte esplicative e dall'altro dei dati più oggettivi. Un modello matematico specifico è stato utilizzato in modo da includere varianti come la diffusione dell'HIV in tale paese, la durata media di esposizione all'HIV ed il tasso di copertura di antiretrovirali. Dall'altro lato, una serie di dati relativi al tipo di coppia: età dell'uomo e della donna, status e durata della sieropositività, età del primo rapporto sessuale, livello di fedeltà, ecc.

Se un calcolo scientifico del tasso di contaminazione dovute all'adulterio è un'anteprima mondiale, non fa che confermare delle ipotesi generalmente condivise.

L’interesse dello studio concerne soprattutto gli elementi riutilizzabili nelle strategie di prevenzione da HIV in generale, con l'aiuto di antiretrovirali in particolare. Il team di Steve Bellan raccomanda di non limitare la prevenzione alle sole coppie sierodiscordanti, ma di allargarla all'insieme della popolazione sessualmente attiva, in ragione, giustamente, del forte tasso di contaminazione di origine extraconiugale.

E'più o meno per questi stessi motivi che l'associazione Aides, in un'intervista a Têtu (5 febbraio 2013), conferma la sua volontà di utilizzare il Truvada come trattamento preventivo. Per «le persone delle comunità sub-sahariane e per i gay», poiché «esistono, in questi gruppi, persone che hanno difficoltà con l'uso sistematico del preservativo, in un certo momento della loro vita».

Ma è fuor di questione utilizzare il Truvada per rimpiazzare il preservativo, poiché gli antiretrovirali hanno una debole efficacia profilattica contro HIV/AIDS e non proteggono dalle altre infezioni sessualmente trasmissibili.

L’efficacia della somministrazione profilattica antiretrovirale non è ancora stata dimostrata sul lungo periodo. Negli Stati Uniti, il Truvada come trattamento preventivo non è stato autorizzato che nel luglio del 2012.

Sfogliando The Lancet ho anche trovato un articolo del 12 gennaio 2013 (disponibile in testo completo) che cita, nei locali gay di Londra, un forte ritorno della tossicodipendenza, comprese le sue potenziali conseguenze epidemiologiche.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

1 Risposta

  1. Pezzo che genera interrogativi. Sul tema in di cui hai scritto in questo periodo ho letto parecchio,
    ma ritengo che questo sia unico. bye

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